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RENZI, LA VECCHIA GUARDIA VUOLE LO SCONTRO IDEOLOGICO

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AG.RF. 21.09.2014 di Giuseppe Licinio

“riverflash” – Acque agitate sulla riforma del lavoro: Matteo Renzi deve ora arginare due problemi: quello con i sindacati e quello relativo allo scontro interno al Pd e quindi ha pensato di scrivere una lettera, rivolgendosi a tutti gli iscritti placare gli animi e spiegare che la riforma intende innanzitutto attirare nuovi investimenti, “perché senza questi, non ci saranno posti di lavoro e aumenteranno i disoccupati. Ma occorre anche cambiare un sistema ingiusto che divide i cittadini in persone di serie A e di serie B e umilia i precari”, aggiungendo anche “chi oggi difende il sistema vigente, difende un modello di diseguaglianze dove i diritti dipendono dalla provenienza o dall’età.

Noi invece, vogliamo difendere i diritti di chi non ha diritti e di questo nessuno fino ad oggi se ne è occupato”. Le sue parole, sono dunque indirizzate a tutti coloro il quali “vogliono cogliere la palla al balzo per “tornare agli scontri ideologici e magari riportare il Pd del 25%: noi non vogliamo questo”. Ma qual è la sfida di Renzi? Creare nuovi posti di lavoro e tornare a crescere, semplificare il fisco pagando meno (ma pagando tutti, finalmente!) e, prima di tutto, investire sull’educazione e sulla scuola”. Queste priorità sono state giudicate come atteggiamenti “di destra” da una parte del Pd, “ma a me hanno insegnato che  essere di sinistra significa combattere un’ingiustizia, non conservarla”. Immediata la risposta della “vecchia guardia” Fassina: “sarebbe un fatto molto grave se la proposta di riforma del mercato del lavoro del governo passasse con i voti di Forza Italia, inoltre il testo non apporta nessun miglioramento alle condizioni dei precari e fa arretrare quelle degli altri lavoratori. “Se arrivasse l’aiuto di Forza Italia, vorrebbe dire che saremmo veramente sulla strada sbagliata…”. E l’ex ministro poi, ci va giù pesante, aggiungendo: “caro Matteo, basta inventare nemici per coprire le difficoltà che incontra in governo a mantenere la valanga di promesse fatte. Il nostro punto di vista sull’innovazione, è diverso dal tuo: i cambiamenti possono essere regressivi o progressivi. E non c’è nulla di ideologico nella nostra discussione: sono in gioco le condizioni materiali di vita e di lavoro di milioni di persone”.

Parole dure che chiariscono perfettamente la posizione dei “vecchi” del Pd che sono assolutamente convinti che il piano Renzi sul lavoro non risolva affatto il problema della precarietà e della disoccupazione anche perché, secondo loro, non è chiaro quali siano le tipologie di contratti precari che il governo vuole abolire e quali tipologie di lavoratori e lavoratrici intende coprire con la riforma dell’indennità di disoccupazione. Continua quindi la polemica con il premier, appoggiata dalla Camusso che difende a spada tratta l’articolo 18 e si dichiara apertamente contraria ad atti di forza…, ma il premier sembra non preoccuparsi più di tanto, visto che continua ad affermare: “difendere l’esistente vuole dire difendere le diseguaglianze” e per questo quindi occorre cambiare….

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