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LA FESTA DEL VILLAGGIO DI LAMAI OPPURE A POLPENAZZE

moto samuidi Giulio Ranzanici (AG.RF 06.04.2014) ore 22:12

(riverflash) – Io credo che vi siano precise motivazioni di ordine più psicotico che psicoanalitico, oscuri moventi, pura barbarie che induce paeselli come Moniga del Garda o Polpenazze o Calino o Brescia a organizzare feste, sagre popolari, per poi schierare truppe di vigli consacrati a multare i visitatori.

Vedete, qui – dove in un anno complessivo di soggiorno ho incontrato un solo mendicante, per altro dignitosissimo – quando c’è il mercato e la festa diciamo di Lamai, e cerchi parcheggio, lo trovi subito perché un uomo con una piccola torcia te lo indica: paghi un quarto di euro per un sosta indefinita ai piedi di una palma, se sei gentile lasci altrettanto di mancia e vai a goderti la vita. Eccolo il punto: qui la norma è godersi la vita in pura classicità buddhista, anziché cristianamente (e psicoticamente) crocifiggere di multe gli invitati al banchetto.
Lo stesso vale per la guida della moto senza casco, le ciabatte ai piedi e gli auricolari con i tuoi brani preferiti nelle orecchie.
Lo vedete adesso il catto sadomasochismo di santa romana chiesa e del suo belante gregge italico?
Lo capite che con tutte le nostre norme e regole e prevenzioni e Inps e Inail e Ciup e Cip e Ciop si muore comunque – è così –, per giunta dopo una vita di torture anziché di delizie?

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