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LA BUROCRAZIA, VERGOGNA DEL NOSTRO PAESE: LETTERA APERTA DI UN CITTADINO

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AG.RF.(MP).20.02.2014.(ore 6.09)

“riverflash” – Appena giunta in redazione, pubblichiamo volentieri la lettera di un cittadino romano, alle prese con la burocrazia….

“Sono un pensionato 73enne che trascorre le sue giornate sbrigando piccole commissioni quotidiane, avendo tempo e salute per potermi muovere con facilità a Roma. I miei spostamenti avvengono con i mezzi di trasporto, ma non è di questo che voglio parlare, bensì di un episodio, come tanti già me ne sono capitati, che a che fare con la “vergogna” del nostro Paese: la burocrazia. Alcuni giorni fà mi è arrivato a casa un avviso di ricevimento di una raccomandata… e allora quale occasione migliore per abbinare l’utile (il ritiro della lettera) al dilettevole (una passeggiata sotto il caldo sole romano di questi giorni)? Così mi sono organizzato e da Roma nord, ho preso tutta una serie di autobus per arrivare a Roma sud, visto che l’avviso era giacente in un’agenzia di recapiti privata e non in un “vicino”  e magari più comodo ufficio postale. Dopo l’avventura del viaggio con i mezzi di trasporto, attraverso il traffico e le strade romane dissestate dalle ultime recenti alluvioni (e non riparabili al momento, secondo quanto riferito dal Comune…), sono finalmente giunto a destinazione dove, dopo una fila di circa 30 minuti,  una ragazza scortese e maleducata, mi dice, con i suoi modi, che l’avviso non si trova lì, ma occorre andare in via Gregorio Settimo (cioè dall’altra parte di Roma), perché c’è stato un errore. “siamo esseri umani, tutti possiamo sbagliare”. Questa è stata la giustificazione e così in 1 minuto sono stato liquidato e costretto ad andarmene. Superata la mia rabbia per l’accaduto, mi sono diretto nell’ufficio che mi è stato indicato, sempre con difficoltà per i mezzi che non arrivano mai in orario e il traffico congestionato. Finalmente arrivo e trovo la “sospirata” lettera che conteneva un preavviso di distacco della luce per una bolletta non pagata. Arrivato a casa, prendo immediatamente la ricevuta di pagamento (regolare e nei tempi giusti) della suddetta bolletta contestata e comincio a telefonare al gestore di erogazione dell’energia elettrica. Sono stato in attesa circa 20 minuti (avevo 18 persone in linea prima di me) per sentirmi dire: “signore stia tranquillo, è tutto a posto, ci siamo sbagliati… siamo esseri umani….”. E si è così conclusa la mia mattinata a dir poco caotica…. Ora io mi domando? Ma perché noi cittadini non possiamo sbagliare nulla, se non paghiamo (e nel mio caso anche se paghiamo) nei tempi giusti, arriva subito il preavviso di mora con relativo possibile distacco e sei costretto ad andare in giro per Roma vagando da un ufficio all’altro con una perdita di tempo enorme… mentre gli uffici pubblici possono “permettersi” di farti fare file di ore, possono sbagliare ad inviarti gli avvisi, possono farti girare come una trottola da una parte all’altra della città, senza che nessuno dica loro nulla? Come se non bastasse, tempo fà mi sono anche sentito dire che se una bolletta non arriva a casa “è il cittadino che deve preoccuparsi di andarla a cercare perché “noi siamo esseri umani e possiamo sbagliare”. Ma è possibile che “gli esseri umani” siano tutti dentro gli uffici pubblici? E non sembrano poi tanto umani, visto che la mancanza di cortesia e la maleducazione sono all’ordine del giorno… Caro Stato perché mentre cerchi di cambiare l’Italia, perché non cominci da qui, dagli Uffici Pubblici e non cerchi di renderli efficienti e funzionanti?  Io ho la fortuna di essere ancora in buona salute e di potermi muovere autonomamente… ma come fanno gli anziani “sbattuti” da una parte all’altra, che ricevono informazioni spesso contraddittorie, a districarsi in questa “giungla”? Dovunque fai devi fare file di ore ed ore e sopportare l’impazienza e la mancanza di professionalità del personale…… Poveri italiani quando hanno a che fare con la burocrazia  del nostro Paese…..”

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