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JEFF KOONS IN FLORENCE

 

JK

di Sabrina Sciabica (AG. RF. 11.09.2015)

(riverflash) – Comincia il 25 settembre una delle esposizioni più trendy dell’autunno Italiano: il progetto Jeff Koons in Florence, curato da Sergio Risaliti, da una proposta del gallerista toscano Fabrizio Moretti.

Per questa data e fino al 28 dicembre nella splendida Piazza della Signoria sarà esposta Pluto and Proserpina, una statua enorme dell’artista americano, una sua personale re-interpretazione del Ratto di Proserpina berniniano,  alta circa 3 metri, in acciaio inox e rivestita da una lucidissima cromatura color oro.

In contemporanea, esattamente dal 26 settembre, nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio verranno esposte le creazioni dello stesso autore dal titolo Gazing Ball (Barberini Faun); si tratta di calchi in gesso di celebri sculture del periodo greco-romano cui l’artista ha aggiunto, in posizione di precario equilibrio, una sfera di colore azzurro brillante e dalla superficie specchiante. Il riferimento, stavolta, è alla statua del Fauno Barberini o Satiro ubriaco, una scultura di epoca ellenistica che raffigura un fauno dormiente, nudo e in una posizione intima e rilassata. Jeff-Koons-Gazing-Ball-Barberini-Faun-480x639

“La serie denominata Gazing Ball – dichiara l’artista –   ha alla base lo “sguardo del filosofo” che giunge alla trascendenza attraverso i sensi  per poi dirigere la nostra visione verso l’eternità tramite la pura forma e l’idea”.

Le sfere specchianti erano prodotti ornamentali fatti a Venezia con il vetro soffiato già nel tredicesimo secolo; esse divennero famose in tutta Europa come elementi decorativi nei giardini o in altri ambienti lussuosi e arrivarono fino in America, tanto che Koons le ricorda nella sua casa d’infanzia in Pennsylvania. In esse è possibile specchiarsi e vedere cosa c’è alle nostre spalle ma oltre che affascinanti, sono profondamente legate al concetto di fragilità e, dunque, all’effimero dell’esistenza umana. Di colore blu e poste su figure in gesso, creeranno un aspetto magico di contrasto con il bianco della figura. Le opere dell’artista contemporaneo, inoltre, terranno compagnia al bronzo Giuditta e Oloferne di Donatello del 1457, in una sala decorata con gli affreschi del Ghirlandaio.

La volontà di far incontrare gli artisti del passato con le opere di autori contemporanei non è nuova: proprio l’anno scorso le sculture di Giacometti venivano esposte all’interno della Galleria Borghese di Roma e si tratta, sicuramente, di un risultato bizzarro e intrigante per lo spettatore. Si aggiunge, inoltre, esponendo al di fuori dei luoghi più convenzionali come i musei, lo scopo di rendere le opere fruibili al maggior numero di pubblico possibile, di coinvolgere i passanti, di attrarre l’attenzione di chi non è stato ancora rapito dall’Arte,  a volte di abbellire gli spazi cittadini,  anche se, ovviamente, non è il caso di Firenze.

Ma chi è Jeff Koons?

Nato nel 1955 in Pennsylvania, studia arte e si dedica sin da giovane alle sue creazioni, che sconfinano dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle installazioni e che fanno di lui, a livello internazionale, l’icona vivente della Pop-art. Le sue opere sono sempre caratterizzate dall’esaltazione dei contrasti e da una provocante bellezza. A volte pornografico  – ai tempi del suo matrimonio durato solo un anno con Ilona Staller, più conosciuta come Cicciolina, è egli stesso soggetto delle sue opere insieme alla moglie – a volte kitsch, sicuramente irriverente e al di fuori di ogni convenzione è ospite del Moma di New York, del Centro Pompidou di Parigi e soprattutto delle più note case d’asta diventando uno degli artisti più remunerati.

Particolare non trascurabile, Koons è uno dei favoriti della Gagosian, la più famosa e attiva galleria d’arte del mondo. Nata dall’idea di Larry Gagosian nel 1980 con l’inaugurazione della prima Gagosian a Los Angeles, essa si specializza solo in arte moderna e contemporanea e vanta una presenza internazionale che va da New York a Londra, da Roma ad Hong Kong.

Insomma è ormai risaputo che anche nel settore dell’arte a influenzare e fare mercato sono grossi gruppi finanziari, principalmente americani. Essi stabiliscono il valore delle opere e ne dirigono la circolazione a livello globale, talvolta basandosi più sulla loro valenza comunicativa e sulla performance che sulla poetica, sull’abilità manuale o sulle caratteristiche tecnico/artistiche.

Si resta, quindi, in attesa di vedere dal vivo i lavori di questo celebre personaggio, nella speranza che ci trasmetteranno qualcosa in più rispetto alle immagini stampa, sulle quali si nutrono grosse perplessità. Ben vengano le idee originali, le scelte significative, le misure titaniche.

Tuttavia, un progetto che si basa sul confronto con i nostri Bernini, Donatello e Michelangelo, proprio a Firenze, sembra niente più che uno scherzo.

Se poi si fa riferimento al contesto light, ovvero superficiale, in cui viviamo…

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