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Il tributo di Ezio Bosso nell’anniversario della morte di Claudio Abbado

di Francesco Ancellotti (AG.RF 05.02.2021)

(riverflash) – Nell’ Auditorium Manzoni di Bologna, che Abbado tanto seguì durante la sua attività, l’Associazione Mozart 14 ha organizzato un concerto per rendere omaggio ad un direttore che è stato ammirato nella sua attività musicale, che ha condotto con una ineguagliabile preparazione, a cui ha associato una profonda Umanità. Claudio Abbado si spense a Bologna il 20 gennaio 2014.

   Si è riunita l’Orchestra selezionata nell’Auditorium Manzoni; ma Abbado tanto si è fatto amare in tutto il Mondo, che si son voluti unire molti grandi musicisti a livello internazionale, che hanno avuto contatti musicali, personali ed affettuosi col Grande Maestro.

   La serata, a cui è stato dato il titolo confidenziale “Grazie Claudio”, per ribadire l’ importanza trasmessa in tono amichevole da chi aveva la Musica nel sangue, è stata registrata il 20 gennaio 2019 e non a caso è stato scelto come direttore un personaggio significativo: per la sua comunicativa che attraverso la Musica filtra nell’ animo di chiunque assiste al concerto.

   Infatti Ezio Bosso è un grande interprete che ha passato i guai suoi, nella condizione di salute. La situazione critica si è evidenziata nel 2011 con un disturbo neurodegenerativo per cui è stato necessario una rapida operazione di Tumore al Cervello; praticamente è stato individuato un disturbo sintetizzato con la sigla SLA, che vorrebbe dire sclerosi laterale amiotrofica, che provocava sintomi di atrofia muscolare ed, alla fine, compromissione funzionale vitale. Ciò ha comportato la sua fine all’età di 48 anni, neanche un anno fa’; ma la grinta necessaria, per riprendere l’attività, l’ha cercata nella Musica; che lo ha riempito di un Contenuto ed un Valore essenziale per scoprire l’Essenza a cui sapeva di non poter rimaner partecipe a lungo.

   Questo ha alimentato il suo valore espressivo in quello che elaborava, anche se da anni le sue condizioni non permettevano più di tastegiare sul pianoforte, su cui già si era distinto. Così il suo discorso musicale è continuato nella direzione, in cui trasmetteva il suo entusiasmo, rivolto ai valori essenziali di cui sapeva che non avrebbe potuto coltivare a lungo.

   Importante, appare, il suo messaggio che non dà rilevanza alla quantità, espressa in lunghezza: ma alla qualità, colma di Gioia.

   Consono, quindi, come direttore di un omaggio nei riguardi di Claudio Abbado, che trasmetteva, con contenuti musicali, tutti i valori più essenziali per esaltare la Positività della natura umana.

   Introduzione gioiosa, con l’ Overture del “Barbiere di Siviglia” scritta da Gioacchino Rossini; un classico che ha impostato la Festa in maniera calda e festante.

   Subito dopo si è tratto da Sergej Prokofiev il racconto sotto veste di “favola in musica” che avrà appassionato tutti i bambini: “Pierino ed il lupo”. L’ interpretazione è stata molto spiritosa, perchè la voce narrante di Silvio Orlando raccontava con molta suspence la trama della fiaba; e ad ogni episodio, quanto detto cercando di far partecipare con emozione, veniva esposto dalla musica. Una combinazione non facile a farsi, ma gli artisti si sono trovati straordinariamente univoci nel far partecipare alla favola anche i Grandi.

   Dopo di che, è arrivato quel che può solo commuovere, per la sua intensità espressa in varianti lievi o impetuose, eppur con una base ritmica impostata su una tematica succinta: la 7° sinfonia in La+ di Ludwig van Beethoven. Il modo più sentimentale per trasmettere impostazioni che si conciliano nella contraddizione, perché espresse in modo, delicato o impetuoso, ma sempre conseguenziale: lineare in un’ armonia che svolge sempre un discorso vario e continuo, sempre legato a sé.

   Conclusione con un’ altra Overture: “Le nozze di Figaro”, un’Opera bellissima con cui Wolfgang Amadeus Mozart  ha lanciato tante allusioni, in cui si può distinguere tra il buffo ed il sarcastico; per la storia quando è spiritosa, e per i sottintesi che sono brucianti. Tutto in un contenuto musicale di un autore che la Musica l’ aveva nel sangue, e che sentiva d’ esprimersi quando stendeva gli spartiti; anche se si è sentito un po’ meno condizionato dal concetto di presentazione al nobile pubblico, quando non ha più avuto il padre che lo faceva esibire in tutto il Mondo, esprimendo come vessillo la sua bravura: eccezionale.

   Cogliamo la gioia che ci ha trasmesso Ezio Bosso, che ha inneggiato Claudio Abbado, un Artista veramente superiore a tanti musicisti anche bravi, perché riusciva a trasmettere nelle note un contenuto che espandeva forza e volontà in tutte le persone che accolgono l’Amore come essenza della Vita.

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