LE ORIGINI DEL COLORE ROSA
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IL QUARTETTO MARINETTI ci ha fatto ascoltare l’ESTRO e il CARISMA di MOZART

mozart-marinettidi Francesco Angellotti (AG.RF 13.02.2018)

(riverflash) – Ci volevano dei professori per essere all’altezza di Mozart. Quest’autore della fine del ‘700 (Salisburgo 27 gennaio 1756 – Vienna 5 dicembre 1791) è un autore straordinario, che non morirà mai. Ha avuto una vita breve, come sopra riportato, ma la sua intensità nella composizione è stata incredibile e, possiamo dire, ha dato adito a tante fantasie che non servono a portare ancora più in alto la sua grandezza; perché più in Alto non si può arrivare.

   Quando si usa l’espressione: “Ha la musica nel sangue”, può essere certamente un dato di fatto certo; ma come Mozart ha dimostrato fosse insita dentro di lui quest’arte, credo non sia ripetibile. Wolfgang suonava il pianoforte a 4 anni, ed a 9 anni risale la sua prima composizione. Che dite, mi pare ineguagliabile, vero?

   Quindi, nonostante il breve periodo della sua attività, i 35 anni messi in musica hanno straripato un’infinità di composizioni, elaborate ma senz’altro frutto della sua emotività.

   Parlare di Wolfgang Amadeus pare retorico, tutti lo elogiano, osannandolo per doti superbe a proposito ed anche oltrepassando un po’ i dati di fatto su cui si possono basare i giudizi. Ma anche questo, è un sintomo della Grandezza dell’Autore, che sprona all’elaborazione di Immagini un po’ irreali.

   Voi capirete che per eseguire un autore così specializzato, non si può chiamare qualsiasi strumentista. Perché, oltre a seguire le note scritte negli spartiti, è importante assorbire la passione con la quale il Concerto è stato scritto, e bisogna tramutare tutto in un’ampollosità pre-romantica: anche se forse il Romanticismo era  già insito  nell’Autore..

   Quindi, come detto nella frase d’introduzione, ci son voluti professori per interpretare una musica così raffinata: composta da chi era giovincello, ma con una Tecnica ineguagliabile. Questo per dire che, per essere all’altezza, l’Associazione Culturale ARABA FENICE, ha chiamato il QUARTETTO MARINETTI, ed allora, tutto OK.

   Stefano Maffizzoni al flauto, Riccardo Malfatto al violino, Lorella Ruffin al pianoforte, sono professori nell’Accademia ove danno lezioni dello strumento che hanno interpretato; ognuno nella sua accademia, ma il loro contatto è frequente, perché sono tutti in Emilia Romagna.

   Unica interprete che non è Docente, è Verònica Andrea Nava Puerto, che ha suonato il violoncello; ma che volete, una bella e giovane ragazza viene dal Venezuela, e già le offrono un posto come insegnante? Non esageriamo signori, basta essere brava, anzi, bravissima come ha mostrato d’essere.

   I brani che hanno presentato sono famosissimi. Hanno aperto con “Linzer”, sinfonia n° 36 in do +; il quartetto si è esibito in tempi articolati così accuratamente, che nell’esecuzione sono stati bravissimi a far sentire l’emozione delle note.

   Di seguito “Iuppiter”; e chi non lo conosce, eccezionale. Ed eccezionale è stata la musica del brano; i Tempi nella loro sequenza hanno avuto una linea consequenziale, in cui si è rimasti infatuati dalla narrazione di una bella Storia.

   Non stiamo qui a raccontare su come è stata articolata la musica, Mozart lo conoscono tutti, anche chi non segue la “Classica”; dirò solo che è stato interpretato con la giusta carica Emotiva, perché Mozart senza sentimento, diventa Musica solo difficile da suonare. Ma così, difficile come volete, ma è un’altra cosa: la Vera Musica del giovane Wolfgang Amadeus!

   Dire che il quartetto è stato applauditissimo è inutile, perché scontato. Allora un bis ci voleva. Cosa hanno preparato i 4 musicisti? Nonostante che la tematica della serata fosse su Mozart, sono usciti fuori dalla traccia, ed è stata suonato 1 tempo dell’Inverno, da le 4 Stagioni di Vivaldi. Anche qua non mi dilungo a commentare, perché sarebbe buffo, oltre che presuntuoso, se mi mettessi a dire che Antonio ha scritto Musica eccezionale; per di più, i commenti su di lui se ne fanno anche troppi, perchè qualcunp è inutile se non stupido.

   Dirò, invece dell’ultimo bis che il quartetto Marinetti ha concesso agli spettatori, accorsi al Teatro Gazzoli, che era tutto esaurito (e meno male che avevo avvertito che avrei assistito, ed un posto l’ho trovato).

  E’  stato suonato un pezzo molto allegro di 2 flautisti tedeschi di fine dell’ ‘800, che hanno avuto  gran successo con la composizione in America. In effetti, con un brano dalla tecnica rifinita, la musica suonava ritmo festante, giusto per l’America del Whisky, in locali in cui si cerca di star bene. Ed anche il pubblico si è sentito molto parte della Gioia che veniva trasmessa; anche se, scusate il giudizio personale, la musica di Mozart, che intitolava la serata, si basa su principi completamente diversi: un po’ più personali.

   Non possiamo che essere più che soddisfatti di aver ascoltato il 3° dei 4 concerti che l’Araba Fenice ha in programma, presentando i Grandi Autori. In un crescendo Esaltante nelle composizioni, dopo Mozart, eccezionalmente suonato questa sera, saremo in attesa d’ascoltare il 25 febbraio “La forza del genio – Beethoven” !

   Io affermo che nella musica, in fase ascendente, c’è chi compone bene, benissimo, eccezionale, eccelso, unico, Beethoven: che per me è la Summa. Certo, il parere è personale; c’è chi lo ha definito solo un ottimo compositore romantico, e non di più; ma il problema è che non sono sicuro di poter partecipare a quest’evento, perché potrei trovarmi lontano dal Teatro Gazzoli. Ma farò di tutto per esserci; altrimenti, mi dovrò consolare, perché ho sentito il quartetto Marinetti, che ha irradiato in serata 2 pezzi storici di Mozart: ed è stato Bellissimo!

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