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IL PECULATO, BIECO REATO DI CHI SI APPROPRIA DI SOLDI PUBBLICI, HA TROVATO SOSTENITORI ALLA CAMERA

Il tabellone con i risultati della votazione segreta di un emendamento al ddl anticorruzione, in cui il governo è stato battuto. E’ passato con 284 voti a favore e 239 contrari. Roma, 20 novembre 2018. ANSA / WEB TV CAMERA DEI DEPUTATI

(***) – AG.RF 22.11.2018

(riverflash) – Il peculato è un reato che provoca danni alla società e ferisce chi ha accordato fiducia. Un reato che può essere commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio quando si appropria indebitamente di denaro che dovrebbe custodire.

Proprio il peculato ha messo in minoranza il governo nel passaggio a Montecitorio del ddl anticorruzione. Un emendamento presentato da Catiello Vitiello, espulso dal M5S prima delle elezioni del marzo 2018 per essere affiliato alla Massoneria, alleggerisce la posizione di chi ha commesso tale reato. L’emendamento come ha spiegato lo stesso promotore, Catiello Vitiello, “prevede una forma aggravata di abuso d’ufficio laddove c’è una distrazione che non configura però peculato. Per quanto riguarda la prescrizione si applicano quindi le regole dell’abuso di ufficio”. Le presunte spese allegre degli ex consiglieri potrebbero ricadere nella nuova fattispecie di abuso d’ufficio con pene più lievi e tempi di prescrizione più rapidi rispetto al peculato.

Un’agevolazione, quindi, per chi ha rubato soldi pubblici, specialmente in un momento nel quale all’Italia mancano i soldi. La votazione era segreta e non si conoscono i franchi tiratori che hanno affossato il governo, ma a Montecitorio si è respirata aria da PdL di berlusconiana memoria. L’emendamento Vitiello, infatti, avrebbe effetti favorevoli per gli imputati del maxi processo milanese sulla presunta ‘rimborsopoli’ al Pirellone, che tra i 57 ex consiglieri lombardi coinvolti vede imputati anche il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, l’eurodeputato leghista Angelo Ciocca, l’europarlamentare di FI Stefano Maullu, Alessandro Colucci, segretario della Camera per il gruppo misto, oltre agli ex consiglieri Renzo Bossi e Nicole Minetti. Sempre che diventi legge e Matteo Salvini ha affermato che il ddl anticorruzione tornerà alla sua versione originale, magari tagliando definitivamente il cordone ombellicale con Forza Italia.

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