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IL GOVERNO STA VALUTANDO UN NUOVO DPCM DA NATALE A CAPODANNO

AG.RF.(redazione).14.12.2020

“riverflash” . Tempo di feste e di regali, la gente non ci sta proprio al rispetto delle regole e in centro a Roma, ci sono assembramenti dappertutto, nonostante le raccomandazioni del Goerno. Per questo motivo il premier Conte sta pensando ad un nuovo Dpcm dal 24 dicembre al 7 gennaio, mini lockdown per contenere i contagi da Coronavirus: il modello sarà probabilmente quello della Germania che comprenderà coprifuoco, chiusure anticipate e movimenti limitati. La nuova stretta è stata anticipata ieri a seguito degli ultimi bollettini della Protezione Civile che certificano un rallentamento della discesa dei contagi. Questa mattina dunque, si riuniranno i capidelegazione della maggioranza, insieme agli esperti del Comitato tecnico scientifico e i ministri Luciana Lamorgese (interni), Francesco Boccia (Affari regionali) e Alfonso Bonafede (Giustizia). Sul tavolo del governo ci sono tre possibili ipotesi: portare l’Italia in zona rossa o arancione per otto giorni dal 24 dicembre al primo gennaio, oppure nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre – 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio, oppure direttamente dal 24 dicembre al 7 gennaio). Una specie di mini-lockdown, con una deroga per gli spostamenti in piccoli Comuni. Le nuove regole dovrebbero interventi per fermare gli assembramenti nelle vie dello shopping e nei centri delle grandi città attraverso maggiori controlli;

  • chiusure anticipate degli esercizi commerciali;

  • coprifuoco potenziato con la stretta su bar e ristoranti, e limitazioni agli spostamenti tra regioni (che si interromperanno già dal 21 per effetto del Dpcm 3 dicembre) e all’interno dei territori.

L’idea è quella di una linea rigida, anche se Conte vuole prima lanciare un appello su facebook prima di varare nuovi provvedimenti : il pericolo arriva dagli affollamenti nelle vie dello shopping e nei centri storici, dove bar e ristoranti possono rimanere aperti fino alle 18. Su esercizi commerciali e locali pubblici la stretta sarà pesante. L’ipotesi è una modifica al Dpcm in vigore che ora ne prevede l’apertura per i giorni festivi. Si torna indietro, quindi e si pensa alla serrata. Nella giornata odierna si deciderà anche se far scattare il provvedimento già il 19 e 20 dicembre – come vorrebbe l’ala rigorista del governo, nei gironi a ridosso del Natale. E’ stato il ministro Boccia ad anticipare le intenzioni del Governo sulla stretta: “Dobbiamo chiederci se la pausa natalizia serve a tenere in sicurezza tutto il Paese: in questo momento affari e salute non sono conciliabili, pur avendo il massimo rispetto per le attività economiche. Dobbiamo metterci in testa che quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza. Noi del Pd come ha ribadito Zingaretti vogliamo misure più restrittive, altro che apertura. Quanto all’economia, il governo ha stanziato in miliardi il più grande piano dal Dopoguerra”.

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