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IL CORAGGIO DI COMBATTERE: INTERVISTA A GIUSI BALZANO

Logo-e-sede-sfumati-267x123Continuando a frequentare la clinica di Terni del dott. Pierluigi Proietti, siamo a contatto con persone che a dispetto di tutto sono innamorate della vita e non si arrendono davanti alle prove più dure che la vita ci mette di fronte soffrono e lottano come leoni, la forza di queste persone che combattono giornalmente con la sofferenza della malattia danno a noi la forza e il coraggio di affrontare qualsiasi ostacolo ci si presenti di fronte, proprio in questi giorni incontriamo una persona speciale la dott.sa Giusi Balzano, Microbiologa nutrizionista affetta da sclerosi multipla da molti anni, ci fermiamo con lei per farle alcune domande che ci interessano per meglio capire in quale realtà siamo, di seguito riportiamo tutta la conversazione

Dott.sa Giusi cosa fa nella vita?

Sono Microbiologa-Nutrizionista

Lei soffre di sclerosi multipla da molto tempo?

Sono affetta da sclerosi multipla da 15 anni

Quali cure ha tentato e con quali esiti?

Dalla diagnosi mi hanno “curato” (e non uso le virgolette a caso) con: cortisone, interferone, lioresal, gilenia, sativex che non hanno fatto altro che deprimere al massimo il mio sistema immunitario rendendomi sempre più debole fisicamente e moralmente perché mi sentivo sempre stanca.

Con la sclerosi multipla cosa aveva perso?

Da cinque anni ho una mobilità parziale nel senso che ho bisogno di qualcuno che mi porga un braccio altrimenti non riesco a camminare, i piedi non mi si staccano da terra (so che incide tanto la psiche ma…) e ho iniziato ad usare la stampella anche in seguito ad una caduta con conseguente rottura del malleolo.

Come è entrata in contatto con il protocollo seven to stand?

In seguito all’ultima risonanza, parlando dell’esito con una cara amica, lei mi ha detto del protocollo seven to stand.

Ne ha tratto giovamento, se si ce ne può parlare?

Beh parlare di giovamento non rende tanto l’idea. Partiamo dal mio presupposto che per non darla vinta alla patologia non ci si può arrende, c’è bisogno di tanta tenacia che come ben si sa comporta sempre sacrificio ma anche soddisfazioni. Ritornando al protocollo seven to stand, non è la soluzione immediata alla patologia, ma un ottimo punto di inizio per riprendere in mano la vita e guardare avanti con occhi diversi. Personalmente  dopo un giorno ho regalato la stampella e ho capito l’importanza della respirazione e di tanti esercizi mentre l’alimentazione non è stato per me uno stravolgimento totale. Il risentire i muscoli che ti fanno male perché fai tanto esercizio e non perché sei stanca è stato fantastico, quella stanchezza perenne insita che va via e fare un sano sonno sono stati i primi passi.

Ha faticato per applicare il protocollo?

Da quanto detto prima, è stata una full immersion di esercizi, nozioni e macchinari ma in cinque giorni mi sembra normale quanto richiesto.

Dopo la cura cosa è riuscita a recuperare?

Più che recuperare io parlo di conquista.

Pensa che il protocollo seven to stand sia una soluzione per la sclerosi multipla?

Non esiste una soluzione per questa patologia, ma esiste la possibilità, se lo si vuole, di riconquistare ciò che si è perso.

Lei si aspettava di più dal trattamento?

Io sono partita con una premessa, la soluzione definitiva a questa patologia non esiste però io devo, me lo devo e lo devo a chi amo, insistere per riprendermi quello che mi è stato tolto e inizio col prendermi questa possibilità data dal protocollo.

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