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I rifiuti nelle strade di Roma causati anche dalla chiusura non pianificata di Malagrotta e dal rogo doloso del Salario

AG.RF 23.06.2019

(riverflash) – Molte strade di Roma offrono lo spettacolo desolante di rifiuti sui marciapiedi, perché l’AMA non svuota i cassonetti con regolarità, perché la gente butta i rifiuti fuori dal cassonetti, perché sono insufficienti i posti dove raccogliere i rifiuti.

Cerchiamo di comprendere perché questa situazione perdura da anni a Roma. Dal 2013, anno di chiusura della discarica di Malagrotta con il Pd che con Marino sindaco si dimenticò di pianificare una alternativa, il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato: di conseguenza, la Regione non riesce a trovare una alternativa per accogliere le tonnellate di indifferenziato prodotte da cittadini e imprese. Al momento Roma raccoglie i rifiuti e prova a conferirli, anche dopo il disastro causato dall’incendio doloso del Salario, nelle poche strutture della Regione che, però, sono evidentemente insufficienti e per questo è costretto a chiedere autorizzazioni alla Regione per conferirli anche fuori regione, autorizzazioni che arrivano con il contagocce. La gestione politica e strumentale di questo delicato argomento è qualcosa di inaccettabile. Sui rifiuti la politica non dovrebbe mai ragionare con le bandiere e facendo il tifo dei propri colori politici, ma essere trasversale, negli interessi della gente, sulla salute sarebbe opportuno guardare tutti nella stessa direzione, ma evidentemente non è così.

“Secondo noi Roma ha bisogno di una discarica di servizio” dichiarazioni di Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd.
E questo dovrebbe essere il massimo sforzo partorito dal governatore?

Poi leggi che “Rifiuti, sversamenti in terreni agricoli tra Roma e Latina: 23 indagati. Anche Luca Fegatelli, ex direttore dell’Area Rifiuti della Regione Lazio”
Luca Fegatelli fu assolto nel novembre 2018 in un processo che lo vedeva imputato insieme a Manlio Cerroni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, a febbraio era rientrato in Regione Lazio come dirigente dell’area tecnica presso l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica.
Tra il 2014 e il 2018 (sindaco Ignazio Marino fino al 31 ottobre 2015, commissario straordinario Francesco Paolo Trincadal 1 novembre 2015 al 22 giugno 2016, sindaco Virginia Raggi dal 22 giugno 2016 ad oggi) sono stati sversati almeno 57mila tonnellate di rifiuti speciali nei campi delle province di Roma e Latina, causando un danno ambientale “enorme“, come lo hanno definito gli inquirenti. Ventitre persone sono indagate nell’indagine su un traffico illecito di rifiuti, sono state effettuate una serie di perquisizioni nelle province di Latina, Roma, Frosinone e Napoli in una operazione congiunta tra polizia e carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale. Tra loro, appunto, c’è anche Luca Fegatelli, ex direttore dell’Area Rifiuti della Regione Lazio, e oggi dirigente dell’area tecnica presso l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica. Di seguito a questo un danno ambientale “enorme“, poi quanche giorno dopo leggi qualcosa che fa riflettere: La Regione Lazio dà il primo via libera alla discarica di Pian dell’Olmo.
La domanda preliminare è stata spedita in Regione il 23 settembre 2018. L’autorizzazione è stata richiesta per 700mila metri cubi, più della metà della capienza del sito di Malagrotta, la storica discarica della Capitale.
L’estensione è pari a circa 45mila metri quadri.
La collega di Luca Fegatelli, l’attuale Direttrice delle Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, Flaminia Tosini, ha rilevato che la cava per la quale la società lancianese Torre di Procoio srl ha richiesto la Via (valutazione d’impatto ambientale) “non ricade in nessuno dei siti della Rete Europea Natura 2000”. Assenza di vincoli che, insieme al parere sostanzialmente positivo fornito dall’Arpa Lazio, ha permesso agli uffici regionali di dare l’ok alla conferenza dei servizi. La richiesta di Via era stata inoltrata dal proponente privato “alla luce delle difficoltà della città di Roma nell’ambito dei rifiuti”.

Il Comune di Roma ha assicurato che “nessuna discarica nel territorio comunale o provinciale verrà mai autorizzata”
Cerrone non ha ancora pagato i danni causati dalla sua ex discarica e non ha ancora nemmeno iniziato la bonifica di Malagratta che si pensa di aprirne un altra (forse c’è ancora lui?) a Roma Nord?
Riaprire le discariche significherebbe tornare indietro di molti anni e non è ciò di cui Roma ha bisogno. Servono, invece, politiche serie di riduzione di rifiuti, si producono troppi rifiuti, e poi ci vogliono nuovi impianti di trattamento di plastica, carta vetro, organico, riciclo e riuso, su tutto il territorio regionale per evitare lunghi viaggi fuori regione o addirittura all’estero. La politica seria non è aprire nuove buche dove nascondere i rifiuti o pensare di spargerli nei campi coltivati.

Il Ministro dell’Ambiente Costa che tanto conosce la Terra dei Fuochi, in quanto è stato in prima linea su quella terribile realtà, è pregato di occuparsi con estrema attenzione anche di quello che sta accadendo nel Lazio.

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