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GOVERNO, NOMINE SOTTOSEGRETARI: IL “NODO” DA SCIOGLIERE CHE CREA TENSIONI

AG.RF.(redazione).13.09.2019

“riverflash” – C’è tensione tra gli alleati di governo, in merito alle nomine dei sottosegretari: occorre attendere ora il Cdm. Giuseppe Conte vuole accelerare e risolvere possibilmente entro questa mattina, convinto che le tensioni possano solo aumentare e vuole quindi evitare il caos, perché, senza sottosegretari, il nuovo governo non può iniziare a lavorare. Mancano 42 caselle per completare la squadra del nuovo governo e c’è attesa per la riunione del Consiglio dei Ministri, programmata per le 9.30. Il premier sta facendo pressing sui partiti, ma non vuole entrare nel merito, se non per quanto riguarda le deleghe alla presidenza del Consiglio e un via libera complessivo alla lista. Anche il capo delegazione Pd, Dario Franceschini vuole accelerare : “Occorre andare avanti in fretta, se si perde tempo, gli appetiti possono solo aumentare, così come le delusioni degli aspiranti, che rischiano di lievitare di ora in ora. Senza considerare, sottolineano i Dem, che si dà sponda facile alla propaganda di Matteo Salvini. E infatti il leader della Lega, non appena apprende che nel Cdm pomeridiano sarà fumata nera, interviene subito, commentando: “Già si scannano per le poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli italiani meritavano uno schifo simile?” Indubbiamente quella di ieri è stata una giornata difficile, con polemiche e rinvii e risulta quindi fondamentale il risultato della riunione di questa mattina: Di Maio prova a trovare un equilibrio nella squadra di oltre 100 aspiranti del Movimento 5Stelle, i problemi ci sono e non sono pochi; il Movimento sta provando ad a strappare al Pd la delega all’editoria, che i Dem vorrebbero per Andrea Martella (Walter Verini o Giovanni Legnini), mentre il M5s chiede di avere un unico viceministro al ministero dell’Economia, dove i Dem hanno come ministro Roberto Gualtieri, e avere Antonio Misiani come sottosegretario. A via XX settembre i Cinque stelle, che hanno un problema di battaglia interna tra tre contendenti (gli uscenti Laura Castelli e Alessio Villarosa, più Stefano Buffagni) chiedono inoltre di avere ben tre sottosegretari ma, a sentire i Dem, difficilmente la spunteranno. Si lotta quindi su ogni nomina: in extremis potrebbero spuntare diverse sorprese. M5s dovrebbe avere 22 sottosegretari e il Pd 18, che potrebbero scendere a 17 se a Leu dovesse riuscire in extremis di spuntare due sottosegretari e non solo uno (Rossella Muroni) com’è previsto adesso. Tra i nomi M5s si citano le ministri uscenti Elisabetta Trenta (all’Interno) e Barbara Lezzi e nomi nuovi come Roberta Alaimo alla Pa, Adriano Varrica ai Trasporti, Andrea Giarrizzo all’Innovazione. Al Viminale c’è chi ipotizza solo due sottosegretari, per tenere basso il “tasso” di presenza politica, ma i contendenti sono tanti, i nomi potrebbero diventare quattro (in pole il Dem Emanuele Fiano). Nel Pd, vengono considerati quasi certi incarichi per Marina Sereni, Anna Ascani, Debora Serracchiani. E nelle ultime ore non si spengono le lotte tra correnti e al loro interno. Tra i renziani (con una divisione interna tra fedelissimi di Renzi ed esponenti di Base riformista) spuntano nomi come quello di Piero De Luca, figlio del governatore campano Vincenzo. E poi Roberto Cociancich e Ivan Scalfarotto. In ogni caso la situazione è ancora piuttosto intricata: forse nella giornata di oggi sarà possibile saperne di più.

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