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GLI EFFETTI DELL’ATTACCO DEI DRONI HOUTI ALLA RAFFINERIA SAUDITA DI ABIQAIQ

AG.RF.(redazione).26.09.2019

Le riparazioni all’impianto di raffinazione saudita potrebbero durare molti mesi.

“riverflash” – Le riparazioni alla raffineria per la produzione del petrolio saudita possono richiedere “molti mesi”: (Wall Street Journal) La verità è che potrebbero volerci anni.

Quando un gasdotto iracheno è stato danneggiato durante la guerra USA contro Saddam, le pompe sono state distrutte. Ci vogliono due anni per sostituire una pompa speciale di quel tipo, dal momento che va ordinata al produttore e se ne deve attendere la produzione e la spedizione.

I sauditi, per garantire le loro condutture, hanno acquisito pompe di ricambio per questo motivo. Ma non immaginavano neppure lontanamente che la raffineria di Abiqaiq potesse essere danneggiata da un attacco nemico.

Per costruire una raffineria, possono volerci dai tre ai cinque anni se non di più. Il lavoro potrebbe essere fatto in un mese se tutti i pezzi fossero disponibili sul posto, dal momento che ci sarebbe solo da assemblarli..

Per cui sono sempre stato scettico sulla tempistica di 2 settimane promesse dai sauditi.

A questo proposito va evidenziato che è stato notificato da poco ai clienti asiatici che i sauditi possono offrire solo petrolio crudo e greggio pesante. Oltre a questo, abbiamo avuto informazione che i sauditi stavano comprando 20.000.000 barili di greggio più pesante dall’Iraq (notizia da loro negata, ma autentica). Ora, i sauditi avrebbero dovuto avere fino a 160 milioni di barili di greggio immagazzinato. Che cosa significa? O non c’era nessun greggio immagazzinato o quel greggio doveva passare attraverso la raffineria di Abiqaiq per essere venduto. Quindi i 160 milioni di riserve di barili dei sauditi non significano niente.

Gli Stati Uniti tremano al solo pensare che ci potrebbero essere da tre a cinque anni di ritardi nel riportare la produzione ai livelli pre bombardamento di Abiqaiq, e, se nella prossima ondata di attacchi droni Houti, 18 milioni di barili al giorno di greggio degli stati del Golfo potrebbero non più essere forniti, rappresenterebbe una catastrofe di proporzioni epiche. Dopo di ciò, il prezzo del petrolio, secondo gli esperti di derivati di Goldman Sachs, potrebbe arrivare a 500 dollari o addirittura a mille dollari al barile, facendo così implodere 1,2 quadrilioni di US $ di derivati oggi in circolazione, distruggendo l’intera economia mondiale. (Attenzione, negli USA un quadrilione vale 10 15 ossia 1 seguito da 15 zeri, quindi 1,2 quadrilioni equivalgono a 1,2 milioni di miliardi: 1.200.000.000.000.000)

Gli Stati Uniti non vogliono che gli Houthi si rendano conto di avere un tale potere, combattendo una guerra di quarta generazione coi loro droni, che non possono essere intercettati.

Ma gli Houti ribelli dello Yemen lo fanno e certamente lo sanno, dimostrando che un piccolo paese può abbattere non solo un Golia come gli Stati Uniti, ma anche il mondo intero. Un po’ come “muoia sansone con tutti i filistei”, dal momento che lo Yemen sta subendo bombardamenti dai sauditi e dai loro alleati da 4 anni, con migliaia di persone uccise, crisi sanitarie, e nessuno li aiuta, nessuno se ne cura, nessuno dice nulla.

E gli USA non avrebbero avuto vantaggio neppure a mettere fuori uso la produzione iraniana, come avevano quasi deciso qualche tempo fa, cosa che non avrebbe potuto riportare al mondo ciò che è stato distrutto. A questo proposito si noti che il senatore Graham ha detto che voleva distruggere le raffinerie iraniane, ma non i pozzi di petrolio. Questo è un punto molto importante. L’orrore degli orrori sarebbe una guerra petrolifera in cui tutti si distruggono a vicenda i pozzi, fino a quando non resti più nulla.

I miei amici, esperti petroliferi, mi dicono che, poiché in Medio Oriente ci sono armi nucleari in molte nazioni, come Israele, l’Arabia Saudita, la Turchia, l’Iran, ecc., se questi giacimenti petroliferi fossero bombardati da armi nucleari, non potrebbero mai più essere usati come fonte di petrolio per il mondo: a chi servirebbe il petrolio radioattivo?.

Bisogna ricordare che quando le sanzioni contro Cuba hanno raggiunto un punto così grave che i cubani non potevano più permettersi di acquistare il petrolio, l’unica loro fonte di sostentamento era l’agricoltura, senza più  industrie di alcun tipo.

Questo potrebbe essere il futuro verso cui ci stiamo dirigendo.

Secondo Warren Buffett, il mercato dei derivati che oggi vale almeno 1,2 quadrilioni US $ costituisce un’arma di distruzione finanziaria di massa. Questi derivati sono utilizzati per drenare un trilione di dollari all’anno dall’economia reale manipolando i profitti. A parte il fatto che questa cosa è parassita e illegale, è pericolosa per la sicurezza nazionale di tutti gli stati dell’occidente, dal momento che la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran può innescare una depressione mondiale facendo implodere questi 1,2 trilioni di derivati.

Dal 2015, l’importo calcolato di contratti OTC (Over The Counter, ossia senza intermediari) di derivati in circolazione ha oscillato in un range compreso tra circa 480 trilioni di dollari e 550 trilioni di dollari

Morale della favola: le guerre mondiali possono scoppiare a causa di grosse crisi economiche e questa potrebbe innescare la terza.

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