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GALEN RUPP TRIONFA nella HUAWEI ROMAOSTIA, HFATAMENESH HAYLU 1ª delle donne

rupp-primo-arrivatoAG.RF 11.03.2018

(riverflash) – La stella più attesa, lo statunitense Galen Rupp recente vincitore della Maratona di Chigago, ha vinto, dominando, la 44ª edizione della Huawei RomaOstia riportando un atleta non africano sul gradino più alto del podio dopo ben 21 anni (l’ultimo fu Stefano Baldini nel 1997). Galen nell’occasione ha demolito il suo personal best chiudendo la prova con il tempo di 59:47 il suo personal best, nonostante all’arrivo un leggero scroscio di pioggia che ha disturbato la sua volata finale.

romaostia-start_2Rupp ha sferrato l’attacco decisivo fra il 15° ed il 16° chilometro quando, dopo una tattica di attesa durante la quale ha fatto sfogare i suoi più accreditati avversari, ha allungato il passo staccando i keniani Moses Kemei, giunto secondo in 1:00:44 , e Justus Kangogo, che dopo il secondo posto dello scorso anno, in questa edizione è di nuovo salito sul podio facendo fermare il cronometro a 1:01:02.

“E’ stata una gara splendida – ha raccontato un Galen Rupp, per nulla provato dai 21,097 km appena percorsi – in cui anche le condizioni climatiche ci hanno dato una mano fino all’arrivo. romaostia-start1Poco vento e quasi niente pioggia, veramente tutto perfetto. Sapevo di stare bene, volevo vincere e l’ho fatto. Faccio i complimenti ai miei avversari che hanno comunque lottato fino alla fine”.

haylu-prima-donnaLa gara femminile parla etiope prima sul traguardo Hftamenesh Haylu prima in 1:09.02 davanti alla connazionale Dera Dida giunta vicinissima in 1:09:21. Terza piazza per una delle favorite della vigilia, la keniana Rebecca Chesir, che ha chiuso in 1:11:04.

Prima delle italiane l’atleta delle Fiamme Gialle Rosalba Console, sesta assoluta, che ha chiuso, nonostante la febbre, in 1:13:44. console-prima-italiana“Questa gara mi da sempre emozioni speciali – ha dichiarato l’atleta siciliana – dove vengo sempre trattata come una campionessa. Ho voluto fortemente esserci e sono contenta della prestazione che ho fatto”.

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