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FUTURISMO AVANGUARDIA TOTALE, in mostra dal 16 novembre al 8 dicembre

di Francesco Angellotti (AG.RF 17.11.2019) ore 22:59

(riverflash) – Ove sempre espone l’Associazione “Tempus Vitae”, presso il Museo Diocesano e Capitolare è stata allestita una bellissima mostra riguardante un movimento di cui ricorrevano i 110 anni dalla nascita, formulando un impulso rinnovatore per tutto il movimento artistico moderno.

    Ai primi del novecento, rimarcando il classicismo temi ormai sterili nella ripetitività, è sorta l’esigenza d’allargare l’ottica con la quale produrre Arte. Non perché i dettagli e i perfezionismi non fossero d’Alta Classe, ma quel che sorgeva naturale produrre doveva avere un “senso” per la Comunità, che veniva intesa come Massa.

   Dobbiamo riferirci al 1909, quando Marinetti si riunì con altri pochi Artisti, e coniò un’Ideologia Nuova; stabilendo nuovi criteri, per cui veniva cambiato il senso dell’Arte.

   La Nuova Corrente prese piede, si allargò molto negli interpreti e nei generi che coinvolgeva; anche perché il principio-base era quello di interpretare come Arte un’espressione che aveva senso funzionale, e fosse utile e progressista per le esigenze collettive in ogni particolare.

   Una spinta determinante fu portata dal movimento Fascista, che salì al potere con una travolgenza che fu acclamata a furor di popolo; così il Futurismo abbracciò i contenuti che venivano indotti dalla corrente politica, con la quale avvenne una marcia gloriosa verso il successo, praticamente a braccetto. Anche se, dato che il Fascismo dovette far fronte alle difficoltà comportate dal contrasto delle Nazioni Europee, dovette affrontare gravi problemi economici imposti dalle “Sanzioni”; fu costretto, giocoforza, ad allearsi con la Germania, che era l’unica nazione che si glorificava di scendere in contrasto con tutta l’Europa, anche perché si illudeva di essere autosufficiente.

   Ciò ha condizionato molto nel Movimento artistico, che ha assunto una dimensione assolutamente nazionalista, propugnando il valore delle armi e del dispotismo.

   Diverse sono state le pubblicazioni ispirate dalla corrente avanguardista, fino a che non è successo un grave fatto, che ha evidenziato i Futuristi in opposizione al Regime. Quando Hitler ha lanciato la sua campagna antisemita, Mussolini non poteva esimersi dal seguire l’alleato. Dato che tra gli esponenti del nuovo movimento c’erano tanti ebrei, è  apparso palese quanto le pretestuose manovre avessero un carattere razziale ingiustificato; ed il fondatore Marinetti scrisse sul giornale del movimento, per due numeri seguenti, articoli “fuoco e fiamme”, opponendosi allo scempio delle nuove Leggi Razziali, istigate dagli interessi economici indotti d’altra Nazione.

   Ha avuto modo di gridare allo scandalo solo 2 volte; ma son bastate per far chiudere la Testata.

   Bisogna riflettere, quindi, che il Futurismo non è stato un movimento adeguato alle linee di principio fasciste; invece ha adeguato la sua ideologia alla linea ideologica che veniva perpetuata dal Movimento all’inizio, quando prese il Potere; in quanto combaciava con lo spirito che fu fatto aleggiare nelle vaste classi sociali, che si trovavano in un periodo di cambiamento riguardo l’inserimento sociale.

   Il discorso artistico, quindi, inneggiando all’innovazione, è dilagato sia in Italia che in Francia; ed i centri di produzione e studio intellettuale erano distribuiti in città molto ricettive .

   Le forme d’Arte non erano definite, ma si è cercato di svolgere un discorso ampio e collettivo; però l’importante era andare contro gli schemi classici, portando avanti l’esigenza popolare (principio che ha portato i Fascisti al governo anche se poi, pur osannando l’ideologia carpita da un soggiogato Gentile, han attuato manovre opposte).

   I quadri concessi da privati per allestire la Mostra (lodevole lo spirito d’arricchimento culturale offerto dai proprietari) erano indicativi del nuovo genere che si cercava di illustrare, conforme all’ esigenza politica e sociale dei primi del ‘900. Prima di tutto, le tematiche; andavano da rappresentazioni d’edifici storici ed importanti, a fabbriche; oppure a soggetti ideati: come la follia. Poi il discorso del colore: l’estrazione classica era scaduta nel divulgare immagini in bianco e nero, sfumate, dalla consistenza velata; allora il Futurismo ha imposto colori vivi e contrastanti, che si univano in un’ armonica divergenza molto accesa. Eppure, pur in rappresentazioni di soggetti fissi nell’immagine, si nota differenza dei colori che appaiono in separazioni geometriche, e questo è il dato in cui il dipinto prende movimento.

   Il risultato è veramente eccezionale, perché viene amalgamato un discorso tra colore e immagini, che sono uniti in uno strano movimento che induce ad un significato intenso.

   Il Movimento ha avuto una fine; quando è scoppiata la Guerra, col disastro in cui l’Italia si è trovata, sarebbe ancora durato il discorso; ma Marinetti, in attesa di poter scappare in Svizzera, è stato colto da uno dei suoi periodici malori, ed è morto.

   Morto lui, qualcuno è rimasto, ma le linee erano quasi un rimpianto della corrente,ormai passata.

   Eppure il discorso artistico non è mai stato dimenticato, ed ha continuato con le sue influenze a condizionare l’impostazione, che cercava una nuova corrente. Fino agli intellettuali di piazza del Popolo, ove si son raccolti Artisti che hanno avuto ottimi esponenti in diverse Arti, maturando  il discorso iniziato dal Futurismo.

   Si può affermare, quindi, che non si tratta di un Movimento tradizionalista o addirittura oscurantista, perché si è formato abbracciando la linea politica fascista; da cui, non trascuriamo, è stato rifiutato quando si sono evidenziate diversità ideologiche. Ma il Futurismo è stato veramente un movimento di ricerca e di studio; anche contraddittorio quando non di parte; ma non veniva cercato l’equilibrio, che anzi era antitetico alla linea del Movimento, perché uniformato al Potere Assoluto.

   Dopo l’illustrazione esposta da Domenico Cialfi, è stato apprezzato l’incoraggiante intervento del sindaco Leonardo Latini, che ha rimarcato sulla dinamicità insita nella cultura di Terni, in cui la popolazione si unisce per trovare spunto onde esprimere sempre nel “nuovo” la spinta verso il Futuro; senza trascurare quel che son le radici da cui in ternano assorbe il bagaglio popolare, ma evolvendolo con spirito ambizioso, adeguandolo ai cambiamenti strutturali e contestuali in cui si evolve la realtà contingente. Infatti anche nell’Umbria è stata viva la produzione di questo movimento, per cui si può ben dire che

   Il FUTURISMO è stato un movimento d’ AVANGUARDIA TOTALE

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