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FRANZ JOSEPH HAYDN: LE ULTIME SETTE PAROLE DI CRISTO IN CROCE

di Francesco Angellotti (AG.RF 19.01.2021)

(riverflash) – L’attività musicale è molto limitata, per la causa che ha frenato tutte le espressioni sociali. Non si possono più effettuare concerti, perché troppo pubblico affollato costituirebbe un pericolo sanitario. Il che comporterebbe, forse, che se si 0rganizzasse un concerto, nessuno vorrebbe correre il rischio d’ assistere, potendo con un solo evitarlo  CD; anche se non è lo stesso.

   Ma la situazione non potrà stabilizzarsi, e già cominciano vari settori a reagire, con dovuti limiti preventivi, ad allargarsi per esigenze comportamentali: anche se non in tutte le Regioni. Nel Lazio le scuole hanno programmato di riprendere l’ attività, permettendo le lezioni in aula, che sono essenziali per quanto riguarda l’ apprendistato. Così, con turni precauzionali e facilitazioni, tipo l’ incremento dei mezzi pubblici nelle ore d’ ingresso e d’ uscita, le scuole nuovamente ospiteranno gli studenti, riprendendo la loro funzione.

   Così anche i concerti sarà essenziale che riprendano ad essere manifestazioni ricche di pubblico; anche se in questo periodo sarà importante l’ organizzazione degli ingressi, dei posti disponibili e dell’ ordinamento durante le pause e l’ uscita; Ma bisognerà adattarsi all’ allucinazione che ha condizionato l’Attualità ad adeguarsi al non – senso.

   Inerente a questo discorso, si potrebbe notare la discrasia che è stata presentata all’ obbligo delle “mascherine” in questo concerto programmato su Rai 5 alle 21,15; ma non intendiamo aprire l’ argomento con una nota polemica.

   Attivo, come ammiriamo soprattutto in questo momento, Riccardo Muti, che ha diretto un bellissimo concerto, dirigendo l’ Orchestra giovanile che conduce a Firenze: splendida città ove ogni passo trasmette un contenuto culturale.

   Obiettivamente, un direttore che conduce la Sinphony Orchestra a Chicago, maestro nell’ impostazione musicale del gruppo giovanile Luigi Cherubini di Firenze, poteva svolgere un’esecuzione al Cottolengo? (paese carinissimo conosciuto casualmente, ma certo non al centro dell’ espressione culturale, anche se solo secondo “frasi fatte”).

   E’ andato, quindi, in scena su Rai 5 un brano di Franz Joseph Haydn nella Sala Concerto della Reggia di Caserta, che è un ambiente in cui si è cercato di riprodurre “il Sogno”.

   Prima dell’ esecuzione, con un’ esposizione tecnica di Massimo Cacciari, sono state mostrate immagini del giardino della Reggia: più di 100 ettari che si allungano in un corridoio lungo 3 kilometri, con 6 grandi fontane con riferimenti mitologici, in cui è stato allestito lo sfarzo che unisce due corridoi che si congiungono, in cui da una parte appare stupendo un Giardino all’ Inglese, e dall’ altra si allarga magnifico e rifinito un Giardino all’ Italiana: una ricercatezza esuberante, a cui si associa un acquedotto che arriva fino al borgo di San Leucio: che ha un’ importanza artistica e sociale rilevante; soprattutto adesso, che stiamo traversando un periodo poco stabile. Ma rimando gli interessati a scoprire la sue bellezza, che i Borboni acquistarono nel 1750 dalla famiglia degli Acquaviva, ove Ferdinando IV ne fece una pupilla dell’ armonia nel 1773..

   Il complesso musicale si è riunito nella Sala da Concerto della Reggia: in fase di progettazione non era stata ideata; ma dopo una pausa avvenuta per circostanze non trascurabili, i lavori sono stati ripresi apportando arricchimenti, adeguati alla sontuosità della Reggia.

   Per creare un luogo simile alla Reggia di Versailles, Carlo di Borbone (1716 – 1788) pensò di far costruire un simil edificio, che avesse anche una funzione logistica per quanto riguardasse la funzionalità del Regno, in cui le mansioni necessarie erano molte. Dopo lunghe valutazioni, fu scelto come architetto Luigi Vanvitelli, più anziano del Re, in quanto nacque nel 1700.

   L’inizio dei lavori si vide nel 1752, ma ebbero una stasi nel 1759; non solo perché Carlo III tornò a Madrid onde essere incoronato Re di Spagna, ma anche per la morte di Luigi Vanvitelli. Però il figlio di Luigi, Carlo, con altri architetti della troupe organizzata dal padre, terminò la costruzione nel secolo successivo.

   La grandiosità fu (ed è) veramente unica ed esaltante negli appartamenti reali, oltre altri luoghi compendiari, come il Teatro e le scuderie. Sembra incredibile, le aree coperte dalla Reggia coprono 47 000 metri quadri, ed oltrepassa i 1 000 metri cubi nel volume. Assommando al tutto l’ Acquedotto Cardino ed il Complesso fantastico di San Leucio.

   Un posto del genere, era all’ altezza di ospitare l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini,  che tanto per rimanere in tema fu un insigne esponente del classicismo tra il 7 e l’ 800: infatti nacque a Firenze e morì a Parigi. Così Riccardo Muti potrà esser fiero d’ aver fatto ascoltare su Rai 5 i suoi allievi, che ormai hanno imparato a seguirlo benissimo.

   Continuando con l’ atmosfera natalizia e prevenendo quella pasquale, è stato suonato il concerto composto da Haydn nel 1786, dedicato  a “le ultime 7 parole di Cristo in Croce”. Si è sentita tutta l’ autorevolezza tempestosa dell’ esponente del classicismo Franz Joseph Haydn; il compositore austriaco nacque ad Rohrau, ma dopo una tappa a Londra, fece ritorno a Vienna ove terminò la carriera, rispecchiando lo stile maturato di cui era un importante maestro; è stato evidenziato, infatti,  una sequenza musicale importante, che ha trasmesso, nei 3 tempi della sinfonia; una tragicità elaborata, in cui il tenue, soprattutto nel 2° tempo, rappresentava il giusto preambolo al corrucciato della sofferenza, in un momento certo tragico che ha preventivato l’ inizio di una Religione.

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