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Elena Rodonicich e Peppino Mazzarotta protagonisti – L’ ONORE PERDUTO DI KATHARINA BLUM

di Francesco Angellotti (AG.RF 15.01.2020)

(riverflash) – La Compagnia Teatro Friuli Venezia Giulia, avvalendosi della partecipazione dei protagonisti Elena Rodonicich e Peppino Mazzarotta, ha presentato una commedia avvincente, con una trama appassionante, ma che ha oltrepassato le vicende racchiuse nel racconto, ponendo interrogativi che mettono in discussione il “Senso Assoluto”.

   Prendendo spunto dal romanzo di Heinrich Böll, adattato da Letizia Russo, Franco Però ha presentato una regia indovinata, svolgendo un Atto Unico scorrevole e riuscendo ad usufruire di diverse scene. Domenico Franchi ha abilmente suddiviso i diversi schemi recitati, e Pasquale Mari ha creato i vari cambi di scena con cambi di luce.

   Anche i costumi erano adatti, perché pur essendo la storia contemporanea, ogni personaggio presentava la sua caratteristica.

   Quanto frequenti son gli episodi in cui la domestica si deve inserire nel ruolo di “servizio”, in circostanze che non presentano alternative. E assolvendo alla parte assunta, molteplici sono gli accomodamenti, le concessioni e le acrobazie che devono imporsi, per rimanere in equilibrio sul filo di seta da cui si devono impegnare a non cadere nello strapiombo.

   Tutto questo spinge ad un evidente comportamento molto inquadrato nell’ordine e nel rispetto; ma nella personalità di chiunque macinano impulsi condotti e motivati da un’emotività condizionata da effetti e sensazioni scoordinate, ma che imprimono nell’animo tendenze e paure non stigmatizzate razionalmente.. E basta uno sguardo, un gesto, un comportamento per far esplodere il desiderio di appagamenti idealizzati e mai conosciuti; ci si immerge volentieri nell’Indefinito perché condotti dal Sentimento: quello puro che non conosce limiti o regole, non è circoscritto da convenzioni o comportamenti; ma è esternato dal desiderio che si sente appagato nel Misticismo.

   Così si commettono tante cose che fanno parte della propria personalità, ma non sono evidenti nel comportamento “ufficiale”, che definisce l’assetto di ogni individuo.

 Potrebbe essere una considerazione importante di cui spesso non si tiene conto, ma i risvolti sono molto più drastici, percé coinvolgono le parti esterne, che agiscono senza sapere; per cui, su dati di fatto effettivi e dichiarati, ragionando secondo il principio logico, si arriva a circostanze inoppugnabili; che potrebbero anche essere esatte,  invece son del tutto fallaci; perché completamente prive della parte emotiva, che è la più determinante nel modellare le situazioni.

   Infatti il commissario di Polizia, senza farsi coinvolgere dall’accostamento passionale come il suo Attendente, scandisce tutte le consequenzialità che hanno portato Katharina a perdere l’Onore, e compone, possiamo dire impone, una sequenza razionale degli avvenimenti. Che, effettivamente, non possono essere obbiettati, ma in cui la protagonista non si riconosce. 

   Ancor peggio, la storia è carpita da un Giornalista che ha racimolato una notizia Scoop; e allora si lancia nella vicenda, e con tattiche maldestre riesce a recuperare dichiarazioni secondo le quali, sempre seguendo il suo filo logico, riesce a formulare una “Storia Scandalo”, in cui si può fregiare d’esser stato l’esecutore nell’indagine.

   Tutto perfetto: il Commissario ha scoperto il caso, che non presenta ombra di dubbio; il giornalista ha trovato argomento in una storia scandalosa, che non si può eccepire.

   Ma chi ha capito come sono andate le cose?   Nessuno.

   I motivi che hanno spinto Katharina son molto diversi da quelli che vengon dedotti razionalmente; le spinte che hanno portato agli avvenimenti non erano motivate dal ragionamento, ma da esigenze intime. Per cui Katharina si trova colpevolizzata per motivi che non esistono, pur essendo incontestabili. E allora?

   Allora fa in modo di rendersi colpevole delle accuse di cui vorrebbero inficiarla; così, trovandosi di fronte il giornalista che era stato il più fantasioso nel fabbricare archetipi logici sugli avvenimenti, gli spara 4 colpi di pistola; rendendosi effettivamente colpevole d’omicidio; per cui, dopo una giornata persa a vagabondare nell’assurdità, si costituisce all’Attendente, che invaghitosi di occhi così belli, non sa quale espediente trovare per giustificare l’omicidio; anche perché è smontato dalla colpevole che vuole essere riconosciuta rea del misfatto di cui vorrebbero accusarla.

   Ma la domanda rivolta a tutti gli spettatori è questa:

   Qual’ è la colpa di Katharina ?

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