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IMU ANCHE SULLA PRIMA CASA DEI RICCHI: NO DEL PDL ALLA PROPOSTA DEL PD

Daniele-Capezzone-portavoce-Pdl[1]277-0-25956_boccia[1]AG.R.(MP).08.10.2013

“riverflash” – L’equilibrio tra Pd e Pdl era stato appena raggiunto, ma è di nuovo tensione tra i due schieramenti. Il motivo, nemmeno a dirlo è ancora una volta l’Imu. I democratici avevano presentato un emendamento che prevede il pagamento della prima rata per le abitazioni catastali con rendita superiore ai 750 euro, inizialmente respinto, poi riammesso. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno infatti bocciato 322 emendamenti dei 454 presentati al decreto legge Imu-cig-esodati. In un primo momento, era stata dichiarata inammissibile “per estraneità di materia”, anche la modifica presentata dal Pd che prevedeva il pagamento della prima rata della tassa sulla casa per le abitazioni con rendita catastale superiore ai 750 euro, misura pensata per riportare l’Iva al 21%. I firmatari della proposta hanno poi riscritto l’emendamento cancellando la rideterminazione dell’Iva e hanno presentato ricorso contro la bocciatura. La commissione ha quindi riammesso l’emendamento. Con questa nuova formula, la modifica prevede, con le entrate recuperate, di aggiungere 50 milioni al fondo affitti per il 2013 e di aumentare il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga da 500 a 900 milioni.  Immediate le reazioni del Pdl, il quale tramite il suo portavoce, Daniele Capezzone, ha parlato di “autolesionismo”, dichiarando:”se il Pd non ritira l’emendamento sulla soglia dei 750 euro, compie un atto di autolesionismo politico, sia perché si tratta di un emendamento assolutamente punitivo verso una quota rilevante di contribuenti, sia perché il Pd verrebbe meno ad un impegno politico pubblico del Governo e infine perché determinerebbe un problema di non poco conto rispetto ai trasferimenti già avvenuti agli enti locali”. Il presidente della Commisione Bilancio e deputato del Pd, Francesco Boccia, giudica invece positivamente la proposta del suo partito ma ritiene che la discussione dovrebbe essere rinviata al 2014: “la proposta punta ad una progressività della tassa e in questo senso è corretta, tuttavia credo che debba fare riferimento alla riforma che introdurrà la service tax, senza fare pasticci; tra l’altro riaprire un dibattito sulla prima rata significherebbe creare squilibri fra i comuni che ricevono i trasferimenti”. Ecco perché Boccia chiede di ritirare gli emendamenti. Il testo tornerà ora in aula, domani pomeriggio, per poi passare all’esame del Senato.

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