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DPCM: ITALIA ZONA ROSSA O ARANCIONE? QUALI LE NUOVE REGOLE? TRA OGGI E DOMANI LA DECISIONE

AG.RF.(redazione).18.12.2020

“riverflash” Tra polemiche e anticipazioni, si sta discutendo da giorni sulle regole del Natale in Italia, per contenere e combattere l’epidemia da Coronavirus. Il Governo sta decidendo su due possibilità: tutta Italia zona rossa nei festivi e prefestivi o un’unica zona arancione dal 24/12 al 6/1. I controlli saranno più serrati. Si lavora per il ritorno a scuola in presenza il 7/1. Queste dunque sono ore decisive e tra oggi e domani sapremo cosa ci aspetta e quali saranno le nuove regole. Le anticipazioni parlano di “linea dura”, suggerita dal Ministero della Salute. “Stiamo lavorando per cercare di rinforzare il piano natalizio e ci dobbiamo arrivare in condizione di massima resilienza. Le norme stanno funzionando fin qui, ma ci stanno preoccupando”.

Ecco dunque le possibili ipotesi: si va da tutta Italia zona rossa nei festivi e prefestivi o da un’unica zona arancione dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Sicuramente ci saranno controlli più serrati in stazioni, aeroporti, grandi arterie autostradali e vie dello shopping, per scongiurare assembramenti nell’ultimo week end prima di Natale.

Dpcm e Italia zona rossa: la linea dura

La zona rossa è sostenuta dai “rigoristi”, ma il compromesso più probabile prevede un’Italia in rosso dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio, otto giorni in totale in cui varrebbero tutte le regole già in vigore nelle Regioni rosse: vietato ogni spostamento, non solo in entrata e in uscita dalla propria regione ma anche all’interno del comune di residenza, salvo comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità.

E sarebbero chiusi tutti i negozi (ad eccezione di alimentari e farmacie) nonché ristoranti, bar, pub, gelaterie e pasticcerie.  Di fatto, si potrebbe uscire da casa solo per fare attività motoria, ma “in prossimità della propria abitazione” o attività sportiva “in forma individuale”. Una linea dura sposata anche dall’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato: “Sono d’accordo a un zona rossa estesa in tutta italia”, mentre l’Oms suggerisce la mascherina in casa anche a Natale.

C’è anche unipotesi più morbida che prevede l’istituzione di una zona arancione per tutta Italia dalla vigilia di Natale alla Befana oppure nei giorni prefestivi, vale a dire il 24, il 31 dicembre e il 2 gennaio. Le misure previste in questa fascia consentirebbero di bloccare comunque gli spostamenti all’esterno del proprio comune e di chiudere bar e ristoranti, mentre resterebbero aperti i negozi.

Il divieto degli spostamenti

Il primo impatto su Roma sarà legato agli spostamenti. All’interno delle zone rosse è infatti vietato qualsiasi movimento, con le uniche eccezioni riconosciute per esigenze di salute, di lavoro o di necessità particolari. La mobilità potrebbe essere garantita solo per l’acquisto dei beni essenziali, quindi generi alimentari, ma anche librerie, profumerie, barbieri o parrucchieri.

Non solo: in caso di zona rossa nessun residente nel Lazio potrà varcare i confini della regione né tantomeno raggiungere le seconde case, anche se si trovano dentro la regione, ma in comuni diversi da quello di residenza.

Bar, ristoranti e negozi

Con la zona rossa, Roma dovrà prepararsi ad una chiusura quasi generalizzata anche delle attività commerciali. Bar e ristoranti potranno rimanere aperti dalle 5 del mattino alle 22 ma solo per asporto, mentre sarà vietato consumare all’interno o anche all’esterno dei locali.

Ancora più drastiche saranno le regole per i negozi, che dovranno rimanere chiusi con l’eccezione dei supermercati e dei rivenditori di generi alimentari o di beni di prima necessità. Con questa ipotesi resteranno aperte anche edicole, le lavanderie, le farmacie, le parafarmacie, ottici e benzinai.

Lontani da parenti e amici

Il cenone condiviso non si potrà fare. I romani, se saranno infatti chiamati a chiudersi nelle proprie case, non potranno incontrare né amici né parenti. Anche in questo caso vengono riconosciute alcune deroghe alla regola: sarà concessa un’eccezione nel caso di parenti o amici non autosufficienti, genitori separati che devono riprendere figli minorenni, genitori che accompagnano i bambini dai nonni.

Fonte: RomaToday

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