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DI BATTISTA (M5S): I FRATELLI AFRICANI DEVONO STARE A CASA LORO PERCHÉ QUELLA È CASA LORO

pagne-africanoAG.RF 01.10.2014 (ore 10:31)

(riverflash) – Negli anni ’70 il guru radicale Marco Pannella affermava che gli africani andavano aiutati a casa loro, dove ci sono spazi da rendere produttivi. Altrimenti sarebbero stati obbligati a tentare la fortuna altrove e l’Italia è una sorta di molo dell’Europa per la sua conformazione geografica. Chi emigra la fa con dolore, separandosi da famiglia e amici, affrontando climi a cui non sono abituati. Oltre all’ostilità dei locali. Contenere gli immigranti in villaggi-lager, oppure lasciarli nelle città a dormire sulle panchine e mangiare alle mense di carità non è certo aiutarli.

Alessandro Di Battista (M5S) ha affermato: “I fratelli africani devono stare a casa loro perché quella è casa loro”. Subito si sono scatenate le reazioni con l’infamante accusa di razzismo e xenofobia. Di Battista ha cercato di spiegare  la sua affermazione: “Non è affatto una frase xenofoba. Nel 2011 la popolazione mondiale era poco meno di 7 miliardi di persone. L’Africa 1 miliardo e 51 milioni. Nel 2050, la terra ospiterà 9 miliardi e mezzo di abitanti. L’Africa 2 miliardi e 300 milioni. È del tutto evidente che l’Italia non possa accogliere 100.000 migranti (dato che tende a crescere) all’anno provenienti dalla Libia. O si affrontano le cause dell’immigrazione o la situazione precipiterà ancora di più”.

Per densità abitativa l’Italia è seconda solo al Giappone a livello mondiale. Ciò significa che non è certo il posto ideale dove immigrare con l’obiettivo di costruire una nuova vita.

Di Battista critica l’attuale politica italiana sul problema immigrazione: “Una seria legge anti-corruzione (e’ un esempio) serve anche a ridurre l’immigrazione clandestina (che tra le cause ha l’impatto di transnazionali che “corrompono” classi dirigenti africane” – vedi caso ENI-Nigeria). Una legge sul riuso e il riciclo dei rifiuti, altro esempio, riduce gli impatti ambientali nei paesi del sud del mondo, altra causa dell’abbandono delle campagne. Il Parlamento italiano potrebbe approvare subito leggi per ridurre il fenomeno e invece si passano giorni a provare a far eleggere Violante alla Corte Costituzionale”.

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