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COSA ASPETTARCI NEL 2016?

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AG.RF.(Claudio Peretti).03.01.2016

“riverflash” – Beh, al di là di ogni notizia di politica, di religioni varie o di gossip, chi la farà da padrone nel mondo sarà pur sempre l’economia. Per essa si fanno le guerre, pur mascherandole sotto propositi etici, umanitari o religiosi, ma chi le scatena è pur sempre l’economia. A ben vedere, non si tratta di guerre scatenate da singoli individui come ci possono fare pensare Napoleone o Hitler, ma, come diceva Tolstoi in Guerra e Pace, sono sempre più convinto che le guerre nascano quando viene il momento, quando le energie sotterranee che stanno a fondamento nell’inconscio collettivo dei popoli si accumulano, come quando si scatena un terremoto: le energie sotterranee delle piattaforme continentali spingono, spingono, fino al momento in cui non c’è più sufficiente resistenza, allora qualcosa collassa e la catastrofe avviene. Bene, dove voglio arrivare? Speriamo non a guerre che ci coinvolgono, no di certo, ma, analizzando quello che è successo nell’ultima parte del 2015, si possono fare previsioni basate su avvenimenti che la stampa ed i mass media non possono o non vogliono collegare.

Penso che i due fatti più importanti sono accaduti a Parigi: gli attentati terroristici del 13 novembre a matrice ISIS e la COP 21, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, dal 30 Nov. Al 11 Dic. Fortunatamente non c’è nulla che lega questi 2 avvenimenti, il fatto strano è che due avvenimenti di rilevanza mondiale siano avvenuti entrambe a Parigi ed nello stesso periodo dell’anno.

Cominciamo con gli atti terroristici: che ci ha guadagnato l’ISIS a farli? Forse più che chiedersi cosa ci ha guadagnato l’ISIS bisogna chiedersi cosa ci ha perso l’occidente, il che, in scala relativa, è quasi la stessa cosa. Se il mio nemico ci rimette, in una visone ottusa, io ci guadagno (ragionamento dei tifosi romanisti quando perde la lazio e viceversa)… ma sarà poi vero? Se andiamo a ben vedere, i guadagni dell’ISIS non sono stati così evidenti. Sono aumentati i bombardamenti, alcuni paesi che prima non si parlavano si sono coalizzati e così via. Inoltre le operazioni di aero-ricognizione Russe hanno portato alla luce il contrabbando di petrolio fra il califfato dell’ISIS e la Turchia, notizia questa che non fa piacere né a Erdogan né all’ISIS  e forse neppure agli USA ed all’Europa, che hanno sanzionato la Russia. Tutti sano che l’Isis è nata come sunnita per combattere gli sciiti dell’iran (la sua base nasce dall’élite della minoranza sunnita irachena, proveniente dall’esercito, dai servizi segreti e dalla polizia dei tempi di Saddam. Questa è la sua infrastruttura locale e militare.  Su questo scheletro si è formata la muscolatura e gli organi, dati da vari tipi di aderenti al radicalismo islamico: salafiti, jihadisti, wahhabiti et alter, provenienti da tutto il mondo musulmano). Quindi l’ISIS si pone come campione del mondo Sunnita, che comprende l’80% del l’Islam, capeggiato dall’Arabia Saudita (guarda caso, proprio oggi i Sauditi hanno decapitato 47 Sciiti con il loro capo, Nimr al-Nimr), come una specie di Restaurazione della minoranza Sunnita di Saddam Hussein (che gli Americani credevano di avere annientato, generando invece una catastrofe mondiale). Tutte le guerre fra Sunniti e Sciiti sono quindi guerre fra l’Arabia Saudita e l’IRAN, che vogliono entrambe farla da padroni nel golfo Persico, guarda caso, per il controllo dei flussi di petrolio nel mondo!

Ma passiamo al secondo argomento: la conferenza ONU sul Clima. Pare che gli ambientalisti abbiano tenuto molto a questa conferenza, proprio il loro impegno politico ha convito i governanti di molti paesi del mondo a fare questa conferenza che, a sentire i portavoce dei governi, ha dato ottimi risultati… Ma, a parte lo sventolamento politico delle bandiere dei vari governi, quale sarà il risultato di questa conferenza? Molto semplice, un risultato che nessuno si aspettava né si aspetterà fino alla fine del primo trimestre 2016. La conferenza, nonostante i rilevamenti del satellite della NASA OC2 per l’osservazione dallo spazio delle emissioni di anidride carbonica (che ha dimostrato essere generata solo in minima parte da attività umane) , ha portato ad un accordo dei vari governi per la riduzione drastica delle emissioni di CO2. Ora, per rispettare l’accordo, cosa serve? Tutti penseranno che si dovrà passare alle energie alternative, tipo eolica o fotovoltaica. Ma queste due fonti sono molto più costose dell’uso del petrolio, del carbone e del gas, inoltre non basteranno ad assicurare i crescenti bisogni di energia dei paesi in via di sviluppo: Cina, India, Brasile. Per cui dove si andrà a parare? Ecco dove: si tornerà all’energia atomica. Cina ed India stanno già avviando la costruzione (in segreto) di una quarantina di centrali atomiche. I paesi, come l’Italia, che produrranno energia elettrica bruciando combustibili fossili dovranno pagare enormi multe, pari a manovre economiche: ed ecco che ritorna a chiedere il passo a gran voce l’energia atomica. Il Giappone, che dopo la crisi della centrale atomica di Fukushima, aveva spento tutte le sue centrali atomiche, generando energia elettrica con petrolio, gas e carbone,  non avendo nessuna di queste fonti, ha dovuto accrescere il suo deficit di import in maniera significativa, per cui e si è reso conto che non può più sostenere questa situazione.

Ma torniamo a noi: perché ho detto che sapremo solo dopo marzo 2016 della ripersa mondiale dell’energia atomica? Perché dopo quella data, forse prima, verrà annunciato dal Giappone il ritorno all’uso del nucleare.

A questo punto gli ambientalisti avranno solo due scelte: o l’atomico o il fossile, e dovranno scegliere il male minore, visto che il bene utopistico in questa fase dello sviluppo dell’umanità, non c’è, a meno di tornare al medio evo o addirittura all’età della pietra. Del nucleare si conoscono bene i rischi ed i costi, del fossile, che secondo gli ambientalisti scatena i cambiamenti climatici, sappiamo ben poco, ma sappiamo anche che le vittime dei cambiamenti climatici causate da alluvioni ed uragani sono ben maggiori delle vittime generate finora dalle centrali nucleari che sono andate in in avaria.

Questo ritorno al nucleare fa piacere ai Russi, che possiedono il 50% dell’Uranio del mondo, agli americani, che hanno appena scoperto un’enorme giacimento di uranio in Canada e che li renderebbe autonomi dal petrolio arabo, ma non fa piacere ai sunniti, padroni del 60% del petrolio del mondo. Per cui, con la scusa della guerra al surriscaldamento globale ed al cambiamento climatico, con la scusa di dare ascolto agli ambientalisti, si ritornerà al nucleare, dominio incontrastato di Russi ed Americani, a scapito del petrolio per il cui dominio sunniti arabi e sciiti persiani si stanno facendo la guerra, e per cui è nato l’ISIS.

Per concludere questo maledetto intreccio di economia, religione, ambiente e geopolitica, vediamo che, come anticipato all’inizio, tutte le guerre nascono per problemi economici.

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