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CARATTERE, TECNICA E CARISMA: COSI’ RUDI GARCIA STA CONQUISTANDO ROMA

20130914_161912-150x150[1]AG.RF.(MP).26.09.2013

“riverflash” –

Diciamo la verità. Chi avrebbe scommesso su Rudi Garcia, allenatore di calcio ex giocatore francese, quando è approdato alla guida dell’A.S Roma? Contestato a Brunico durante il ritiro estivo, duramente fischiato durante in occasione dell’Open Day (presentazione della squadra) allo Stadio Olimpico, il francese dall’italiano stentato ma non troppo (“non mi interessa la classificazione”) tecnico della Roma è andato avanti a testa alta, senza troppo preoccuparsi delle polemiche che giravano in quel periodo intorno alla squadra; è approdato nella capitale trovando una squadra allo sbando, delusa, demotivata e soprattutto senza un’identità. In pochissimo tempo dunque il tecnico giallorosso che quando parla, parla  “schietto”, in faccia e non te lo manda a dire, è riuscito a creare il gruppo fantastico che oggi è la Roma, che è un’altra squadra rispetto a quella dell’anno scorso e di due anni fà, dove tutti sono convinti della propria forza e si aiutano e combattono partita dopo partita per conquistare i tre punti. Di tutto ciò i romanisti devono ringraziare Rudi Garcia, l’uomo con il libretto in mano, che prende sempre appunti, l’uomo che parlando chiaro (“chi contesta la Roma non è un tifoso della Roma, al massimo è della Lazio”), privilegiando il dialogo e il rapporto individuale con i suoi giocatori, ha fatto sì che la Roma si goda oggi il suo primato solitario in classifica. “Scudetto”? Non capisco questa parola, ha risposto ieri sera ai microfoni di Sky e ancora: “voglio entrare nella storia a maggio ma non oggi”, non per mettere le mani avanti, ma per far capire ai tifosi che le partite “vanno giocate una alla volta con pazienza e sofferenza”; è sì, perché la Roma sembra proprio aver assorbito questa nuova mentalità ed è ora una squadra che non ha fretta (i suoi gol sono arrivati tutti nel secondo tempo), che sa soffrire per sferrare poi l’attacco finale nel secondo tempo. Fondamentale in questa situazione il ruolo dei suoi assistenti Claude Ficheaux e Frederic Bombard, che “stranamente” assiste al primo tempo dalla tribuna, osservando i giocatori “dall’alto” e poi scende negli spogliatoi durante l’intervallo per seguire poi Garcia in panchina. Insomma tutto è studiato a tavolino in questa nuova Roma che ora, incredibile miracolo, rischia pochissimo in difesa, tanto da aver incassato solo un gol in 5 partite ed è cosa nota, che quando si rischia poco e la difesa funziona, generalmente ci si ritrova in cima alla classifica. Ma al di là di ogni considerazione, occorre sottolineare che ora la Roma è da considerarsi una squadra “vera”, un gruppo unito e compatto e le 5 vittorie di fila non possono essere più considerate un caso….. Merito di Rudi Garcia, del suo carattere e dei suoi appunti, merito di Frederic Bombard che “studia” la situazione dall’alto, merito dei giocatori che ora sono finalmente convinti delle proprie capacità, e merito dello straordinario pubblico della Roma, tanto “originale” quanto “appassionato” che è capace di buttarti giù in un minuto ma con altrettanta velocità è in grado di farti sentire “grande”….. e Garcia ha iniziato proprio così: entrando dalla porta di servizio, guardato con scetticismo e criticato, ma diventato in pochissimo tempo “l’ottavo re di Roma”…e ora la curva ringrazia “chi” ha avuto l’intuizione di chiamarlo alla guida della squadra capitolina….

 

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