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Calciopoli, lo scandalo che ha cambiato il calcio italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AG.RF 29.06.2022 (ore 16:41)

(riverflash) – Il calcio italiano ha una storia secolare e non sempre tutto è andato rose e fiori. Specialmente negli ultimi decenni si sono susseguiti una serie di vicende spiacevoli che hanno macchiato per sempre la reputazione della nostra Serie A e della storia dei club coinvolti. Sono tanti i maggiori scandali sulle scommesse sportive che hanno colpito il nostro paese, ma uno è rimasto impresso nella mente dei tifosi e degli addetti ai lavori, Calciopoli. Lo scandalo calcistico del 2006 ha cambiato profondamente il sistema del pallone in Italia, portando a conseguenze mai viste prima. Stranamente l’anno dello scoppio del caso giuridico sportivo, la Nazionale vinse il suo quarto Mondiale di calcio contro la Francia.

La vicenda comportò la retrocessione in Serie B della Juventus, maggior colpevole di imbrogli. Alla società torinese furono revocati anche due scudetti (2005 e  2006) con quest’ultimo assegnato all’Inter, arrivata terza in classifica quell’anno.

Ma cosa successe in quell’anno? Quali furono le sentenze?

Calciopoli, che cos’è?

Quando parliamo di Calciopoli non facciamo altro che riferimento ad uno scandalo sportivo rimbalzato sui media nel Luglio del 2006, dopo che la corte ha condannato la Juventus alla Serie B, per irregolarità in campionato, oltre alla penalizzazione di altri top club come Milan, Lazio e Fiorentina. Non solo, perché la sentenza ha visto anche l’esclusione e l’arresto di dirigenti sportivi, tra cui Giraudo e Moggi, e arbitri.

Le motivazioni su cui si muove la sentenza è la presunta “collaborazione” tra i dirigenti e i designatori arbitrali, i quali assegnavano le partite ad arbitri favorevoli alle società, in modo da indirizzare la gara. Sono 19 le partite sotto la lente di ingrandimento, la maggior parte vedono protagonista la società bianconera.

Come nasce e quali sono le sentenze definitive

Ovviamente non è esploso tutto all’improvviso. Già un anno prima la Procura di Torino aveva sul tavolo l’inchiesta riguardante lo scudetto del 2005. Non si fece nulla, ma comunque si continuò a monitorare la situazione, in quanto qualcosa non quadrava. Tutto questo fino a quando, alla chiusura del campionato 2006, sui giornali non uscirono le intercettazioni telefoniche. Da quel momento in poi ci fu il caos, con molte dimissioni di personaggi importanti del calcio italiano, come Moggi, Giraudo e Galliani.

Vengono chiamati a testimoniare moltissimi calciatori, tra cui Gianluigi Buffon, presentatosi spontaneamente alla procura di Torino. Il 4 luglio 2006 l’accusa chiede la retrocessione dei club coinvolti (Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan), oltre alla radiazione permanente dei dirigenti e arbitri. Qualcosa, però, cambia, e il 25 luglio ci fu un cambio di pena. Unica retrocessa fu la Vecchia Signora che ricevette 9 punti di penalizzazione per la stagione successiva, oltre alla revoca di due scudetti. Per gli altri club, solamente 30 punti di penalizzazione, che portò comunque il Milan a partecipare alla Champions 2007 e vincerla.

Per i dirigenti, infine, la maxi stangata la ebbero Moggi e Giraudo con 5 anni e radiazione, mentre per l’arbitro De Santis furono dati 4 anni e Mazzini 5 anni più radiazione.

 

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