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BOTTI DI CAPODANNO: UN PERICOLO E UN COSTO PER LA COLLETTIVITÀ

di Andrea Pranovi (AG.RF. 03.01.2013) (ore 00,56) (riverflash) – Come ogni anno, dopo i festeggiamenti della notte di san Silvestro arriva il momento del bilancio dei danni provocati dai botti di Capodanno. L’episodio più grave è avvenuto a Roma, dove un uomo disabile di 60 anni è morto nella propria abitazione soffocato dal fumo di un incendio causato da fuochi pirotecnici. Solo nella capitale sono stati 296 gli interventi del pronto soccorso. Sette le persone seriamente ferite per l’esplosione di botti: ad un uomo, trasportato all’ospedale Gemelli, è stata amputata una mano.

A Milano un bambino di 7 anni, ricoverato al San Raffaele, ha perso le cinque dita della mano. Tra Napoli e provincia ammonta a 51 il numero delle persone ferite, tra cui si contano 8 minori. 19 sono invece i feriti nel Salernitano, due in provincia di Frosinone e sei a Bari.

In tutta la penisola i feriti sono stati 350, tanti quanti lo scorso anno e decisamente meno rispetto ai 600 di due anni fa. Ma quello dei botti di fine anno rimane un problema che puntualmente si ripresenta. Non solo per i danni riportati dalle persone, ma anche per quanto riguarda i costi che la collettività deve sostenere.

Ogni intervento medico per lesioni provocate dai botti ha ovviamente un costo sanitario. A questo vanno aggiunte le spese che lo Stato deve sostenere per pagare il carburante qualora sia necessario l’utilizzo di un’ambulanza e per pagare gli straordinari al personale medico e paramedico che lavora negli ospedali nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Per non parlare di quanto sia gravoso per le casse pubbliche il pagamento di una pensione di invalidità per coloro che abbiano riportato menomazioni permanenti. Nella lista dei costi a carico dei contribuenti anche quelli relativi agli interventi dei vigili del fuoco, spesso impegnati nello spegnimento di incendi dovuti ai giochi pirotecnici.

Appare quindi evidente come la tradizione dei botti di Capodanno rappresenti non soltanto un pericolo per l’incolumità delle persone, ma anche un costo per la collettività. Un costo assolutamente evitabile, soprattutto in tempi in cui la riduzione della spesa pubblica è alla base di qualsiasi provvedimento in materia di politica economica.

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