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BOLIVIA: i coltivatori di coca hanno intimato le dimissioni alla presidente ad interim Janine Añez

A backer of former President Evo Morales holds a Wiphala flag in front of soldiers blocking a street in downtown La Paz, Bolivia, Friday, Nov. 15, 2019. Bolivia’s new interim president Jeanine Anez faces the challenge of stabilizing the nation and organizing national elections within three months at a time of political disputes that pushed Morales to fly off to self-exile in Mexico after 14 years in power. (ANSA/AP Photo/Natacha Pisarenko) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]

AG.RF 17.11.2019

(riverflash) – Ultimatum alla presidente ad interim della Bolivia da parte dei ‘cocaleros’, cioè dei coltivatori di coca, pianta da cui si estrae la cocaina. Sostenitori della legalità e del presidente dimissionario Evo Morales esule in Messico i ‘cocaleros’, riferisce il quotidiano «El Deber», hanno tenuto la notte scorsa un ‘cabildo’ (assemblea popolare) a Sacaba, vicino a Cochabamba, che è il distretto boliviano dove si produce cocaina in abbondanza, La pasta viene lavorata con cherosene e l’odore forte obbliga i ‘cochineros’ a nascondersi nella selva con il loro camper-laboratorio. I ‘cocaleros’ hanno presentato un ultimatum alla presidente ad interim Jeanine Añez “48 ore di tempo” per rinunciare al suo incarico.  Altrimenti avvieranno un blocco a tempo indeterminato di tutte le vie di comunicazione stradali fino a raggiungere l’obiettivo fissato. Se non fosse tutto tremendamente tragico per la sorte di un popolo che si è visto privato da un golpe del suo presidente eletto, Evo Morales, colpevole di non essersi fermato al secondo mandato presidenziale, sarebbe grottesco. I produttori di droga fanno appello alla legalità per svolgere il loro lavoro senza intrusioni di esercito e polizia. I ‘cocaleros’ hanno chiesto, quindi, un ripiegamento immediato delle forze armate da Sacaba per evitare ulteriori vittime. Per quanto grottesco, suggeriamo di non giudicare con il metro europeo le popolazioni quequa boliviane, che da sempre sopravvivono coltivando la coca.

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