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BLINK, il lampo, l’istante e l’eterno. Stefano De Majo interpreta il bombardamento su Terni del 1943

di Francesco Angellotti (AG.RF 13.08.2019)

(riverflash) – Il drammatico evento del 1° bombardamento a Terni a metà della 2° Guerra Mondiale è sempre vivo, e Stefano de Majo ha studiato uno Spettacolo, non per rievocare l’evento sì tanto drammatico, ma per cogliere un insegnamento, onde essere coscienti per programmare il Futuro, che tranquillamente trasciniamo inermi, pur incuranti di quanto appaia distruttivo.

   La rappresentazione sarebbe dovuta andare in scena a Carsulae, nel magnifico Teatro Romano che avrebbe dato un tono di classe all’Opera. Purtroppo non è stato possibile, ma la memoria non si può cancellare; quindi urgeva altro posto per la rappresentazione. Lo spirito d’unione che contraddistingue il capoluogo umbro ha trovato una soluzione brillante, introdotta nella nuova dimensione degli Spettacoli, che induce il Pubblico a partecipare alla scena, non ad assistere estranei e giudicare.

   Nello spazio allestito per gli avventori del locale Rendez Vous, con di fianco i posti del vicino Sorbilla, si è improvvisato il loco per assistere all’Evento: piena tutta la Piazza San Francesco, con la Chiesa alle spalle, ove era organizzato che uno spazio di fronte la Basilica Romanica, del 1245, fosse disposto per l’esecuzione scenica. Questa opera allestita poco dopo la morte del santo, è stata eretta come fu proposta l’esecuzione ad Assisi della Cattedrale; però nella terra ove nacque Francesco le intenzioni di rispettare la mentalità dell’Ordine furono trascurate, volendo inneggiare al messaggio francescano con la più raffinata Arte ed in modo Grandioso; invece a Terni, ove ora risiede l’Ordine Salesiano, è stata mantenuta la più stretta essenzialità nell’importanza dell’Edificio, che è imponente nel suo stile Romanico.

   Prima d’iniziare, l’ex Assessore ai Servizi Sociali, ed attuale presidente dell’Associazione “Aiutiamoli a Vivere” Fabrizio Pacifici, ha fatto un discorso in cui ha spiegato l’importanza dello scopo dell’azione umanitaria dell’Associazione che dirige; e di fronte alla lapide in cui sono effigiati i nomi delle vittime del massacro, è stato suonato “il Silenzio”, a cui è seguita una significativa poesia di Pinter.

   Ancora presentazioni di tutti i rappresentanti che hanno aiutato a portare in scena una Composizione che è viva nell’animo dei ternani che hanno vissuto il dramma, come in tutti coloro che ne hanno assorbito il significato. Presenti, quindi, il sindaco d’Acquasparta e quello di Terni Leonardo Latini, che a scene concluse è andato ad abbracciare Stefano de Majo. Presente anche il fumettista Fabio Paterni,ed  il pittore che ha collaborato con Stefano con 29 Opere su tela, e  tanti altri che hanno avuto un ruolo appassionato, anche in funzioni logistiche per l’attrezzatura; come, per esempio, una Composizione Artistica di De Felice che è stata portata sulla scena da Zavoli.

   Importante l’accompagnamento musicale, proposto dall’ottimo già affermato violinista Gustavo Zapperini, e dal pianoforte elettrico suonato da Fabrizio Longaroni, che è molto bravo alla tastiera.

   Non per scendere in polemica, ma si è potuto constatare che, per cercare pubblicità, sembra spiritoso attorniarsi di Majorette; invece erano presenti otto affascinanti ragazze di Acquasparta che, vestite da Spartane, hanno fatto un bellissimo gioco di Luci.

   In tutto questo ricco contesto, Stefano de Majo si è scatenato “con Arte” per trasmettere l’intenzione che si era prefissato; non tanto quella di piangere sulle salme che son state travolte e meritano commiserazione, ma si è impegnato a dare all’evento un significato storico, per cui la testimonianza  serva a capire che bisogna programmare il Futuro su altri Schemi, altri Principi.

   La scena impostata in una Piazza, ha comportato che non esisteva una separazione tra palco e platea; il messaggio veniva espresso “tutti insieme”, non esistendo divisioni; tanto è vero che Stefano ha cominciato a recitare uscito dal locale Rendez Vous, che aveva la funzione interna dei “camerini”; ma per esprimere il significato delle sue parole ha girato tutta la Piazza, ed ha alimentato le scene ove le Spartane hanno fatto un bellissimo gioco di Luce, di fronte alla Chiesa di San Francesco, nel lato opposto ma di fronte al Locale. Ed è questo il senso che già abbiamo fatto notare, elogiando i concerti a San Gemini allestiti da Virna Liurni: l’Epoca contemporanea oltrepassa la tradizione dello Spettacolo, con il pubblico seduto per giudicare; il Teatro è un’espressione artistica che coinvolge, per cui il pubblico partecipa la trama e tutti entrano nella narrazione. Non c’è palco e non ci sono limiti: Stefano correva nella Piazza, trasmettendo il pathos al quale partecipava tutto il pubblico, che era coinvolto nella Scena. In questo modo è stato partecipato il momento che, per convenzione militare, indica l’istante di separazione tra la stasi e la catastrofe: BLINK (il lampo, l’istante, l’eterno).

   Quanto vive e diverse son state le tematiche trattate, tanto è stato partecipe  lo spirito che riassorbiva il senso di 76 anni fa. Ed i numeri non sono convenzionali, ma hanno un significato che si può intuire.

   Questa caratteristica rappresenta un bagaglio culturale che, più si sale a nord, meno si partecipa. Ma gli eventi del primo bombardamento di Terni nella 2°Guerra Mondiale non possono non rilevare una concomitanza di numeri.

    L’ 11 agosto i bombardamenti sono stati 108 ed hanno provocato 1018 morti. Non può essere un caso, lo studio è dettagliato.

    Concluderemo con il messaggio di Eschilo (più volte citato da Stefano) che cerca il senso nella strage provocata dal conflitto tra Eteocle ed il fratello Polinice: con le Armi si porta solo distruzione essendo  causa di morte; non è con la supremazia, ma con la Collaborazione, che si potrà realizzare il Progresso.

   Lo diceva un autore che nato nel 525, è morto nel 456 a Gela: ante Cristum natum!

 

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