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Banche Bene Comune tra risparmio, economia reale, famiglie e imprese

di Francesco Angellotti (AG.RF 04.12.2018)

(riverflash) – Il momento economico è in grave sconvolgimento, perché si stanno intersecando una marea di dati essenziali, che sconvolgono l’ormai assestato Principio Speculativo. Le Banche son sempre state conduttrici dell’Assetto Sociale, che trova nell’impostazione politica l’Ordine nel quale vengono inquadrati tutti i Cittadini.

   Questa forma di Sistema ha preso piede da quando son sorte le Banche come Organismi Sociali. Le prime forme di questi Organi già si sono formate sotto la civiltà Babilonese e poi quella Greca; ma erano organizzazioni private e limitate, anche se erano importanti nello svolgimento della Vita Quotidiana. La Chiesa si è sempre opposta agli intrallazzi economici, però i Templari, che avevano grandi possedimenti ove custodire i capitali, prendevano in custodia i Beni di coloro che partivano per le Crociate, onde restituirli al ritorno dei sopravvissuti. Ed in questo hanno dato subito libero sfogo alla loro caratteristica gli Ebrei, che potevano accumulare soldi per fini commerciali, dato che non erano cattolici. Da lì forse è partita una certa discriminazione, che si è perpetuata nei secoli (dite voi se non appare effettiva). Influsso determinante l’hanno avuto i Longobardi, i quali conquistato il Nord Italia, hanno instaurato l’abitudine del prestito con pegno; impostazione è stata assorbita dalle popolazioni d’origine “lombard”. Ma bisogna che arrivi il Medio Evo per assistere alla formazione di vere e proprie Banche, secondo il concetto attuale. Sorte in Francia, sono comparse per prime in Italia a Firenze nel XII secolo, ove venivano prestati soldi ad usura.  Dato che questa forma era ricercata da molti che erano costretti ad usufruirne per necessità, ma rimanevano strozzati dai debiti, allora si è data un’impostazione Legale, che non attuava lo strozzinaggio, offrendo condizioni adeguate all’andamento economico; almeno in apparenza.

Così si è sviluppato in tutto il Mondo l’egemonia delle Banche, che hanno comportato momenti di Fasto per l’Alta Disponibilità messa a disposizione dei Privati, ma hanno subito crisi gravissime, perché i Sistemi adottati velavano la loro temporaneità già all’atto della loro induzione, perché creavano il Disastro provocato da contraddittorii sistemi di falso Benessere.

Le Crisi delle Banche hanno comportato Crisi Economiche, perché il Sistema è ormai imposto ad identificare questi Organi come Organizzazioni che inquadrano l’Economia; e sono storici i momenti in cui le promesse verso i correntisti potevano stringere non più che la solidità del fumo, come in USA nei primi del ‘900. E va notato che chi ne ha fatto le spese sono i poveri cittadini, come Vittime del Sistema che hanno dovuto subire passivamente.

L’attuale gravità dell’Economia sta portando ad una prossima debacle dell’Organizzazione, dato che le Banche che falliscono portano alla rovina tanti poveri correntisti, imputabili di leggerezza, ma non di sbagli d’impostazione, perché sono stati ingannati.

   E’ pericolosa l’Evoluzione dell’Economia, perché rischia di portare ai soliti e continui sali-scendi, dato che vengono impostate modifiche che dan speranza nella realizzazione del Benessere che conduce verso la Rovina: dato che le manovre vengono eseguite senza basi, ma solo per creare profitti agli speculatori.

   Ma dopo tanti secoli in cui si è potuta verificare questo corrente fiscale, è apparso lampante che il Sistema così realizzato porta solo Rovina ed egemonia di una Classe Dominante: sempre più ristretta, che s’innalza sulla Plebe, enunciando Grandi Principi per realizzare un Nuovo Equilibrio; pur non avendo le basi per saper ipotizzare un adeguamento a tutte le esigenze delle Forze Sociali, cercando solo di ubriacarci con le chiacchere.

   Ed essendo il Sistema Bancario l’Asse Portante dell’Economia dell’Organismo Politico, appare evidente come ogni cittadino dovrebbe conoscere il sistema nel quale si trova inserito. Troviamo, quindi, che sia lodevole che la scuola porti ai giovani l’esperienza che potrà far affrontare la Vita.

   Per le classi superiori del Liceo di Terni è stato organizzato un Gruppo di Studio, in cui venivano esposti i problemi dell’Economia; tanti sono stati i punti di vista con cui affrontare l’argomento; ovviamente tutti potevano documentarsi sulle varie tematiche: se si sente di voler partecipare alla tanto decantata “Scola Vitae”.

   I diversi concetti sono stati illustrati da Professori preparati sull’argomento; ma la loro illustrazione è stata seguita da un dibattito, perché il fine era quello di far acquistare ai presenti una consapevolezza per riuscire a non essere vittime e strumento di chi imposta l’Economia, cercando di sviluppare la mentalità diretta alla Creatività nella Collaborazione, e quindi presentando lo Sviluppo come Valore Collettivo, e non di chi lo sfrutta.

   Importante che come dati storici si è evitato d’arrivare all’Attualità, perché altrimenti si sarebbe scesi in considerazioni che avrebbero portato alle classiche tenzoni tra Partiti, mentre invece la scelta, giusta per una Scuola,  è quella di considerare obbiettivamente i fatti avvenuti, per farne trarre le conseguenze a chi se ne voglia.

   Durante il dominio borbonico dello Stato delle Due Sicilie (periodo in cui regnava un regime dispotico ed autoritario, finalmente sgominato da Garibaldi che ha realizzato l’Unità d’Italia, portando la Libertà) è stato necessario realizzare una “Banca dei Poveri”; adesso sarebbe brutto riproporre il nome di chi è stato riconosciuto come oppressori del Popolo; quindi hanno inventato nuovi nomi per attuare lo stesso principio, ora che dobbiamo far valere l’assetto Democratico: “Banca Etica”, “Banca dei Cittadini”, ed altre potranno sorgere perché è di Stile.

Quel che è apparso molto importante, è che il concetto di Banca deve essere allontanato da quello della Speculazione e dell’Interesse; perché deve assumere il ruolo d’Organizzazione che aiuta chi si trova a soffrire di carenza di disponibilità, per sviluppare progetti e programmi.

   Queste illustrazioni programmate presso il Museo Diocesano hanno svolto un programma documentario interessante.

   Dopo la presentazione del libro di Fulvia Sisti “La Buona Banca”, la professoressa Cristina Montesi (di cui già abbiamo raccontato d’altri importanti interventi) ha trattato il tema “Luci ed ombre della Finanza Ceativa”; sempre la professoressa Montesi (dell’Università di Perugia dipartimento Economia) ha aperto alla speranza disquisendo su “La Ricerca della Felicità”; il professor Duccio Martelli (dal dipartimento d’Economia dell’Università di Perugia) ha considerato quel che accade nella Patria della Finanza, illustrando “Wall Street”; la brava e simpatica professoressa Marina Gigliotti (proveniente dallo stesso dipartimento della stessa Università del precedente professore, e mi sembra qualifica “non c’è male”) ha fatto un excursus storico approfondito sulle conseguenze dei rivolgimenti finanziari esposti nel documentario “Inside Job”; interessante sarà il 6 dicembre il prof. Loris Nadotti (da notare che completa l’intervento del dipartimento dell’Università di Perugia)  che illustrerà il tema al quale ha dato il titolo “The Big Short”.

   Questa è vera Scuola, questo è il modo con cui si impara, al di là del bel voto.

   Unica cosa, gli studenti che partecipavano hanno preso punti per il giudizio finale, anche se potrebbe esser stato presente qualcuno che non ha seguito, e che non ha capito niente.

   Questo fa in modo che ogni studente va ad ascoltare, non per imparare, ma per prendere punti. E questa è espressione della sbagliata impostazione scolastica, che hanno voluto rivoluzionare ma non ricordando cosa era questo posto così strano;  hanno voluto tanto dare l’aria di “novità”, così si va a Scuola non per “imparare”, ma per “essere promossi”: per il diploma, il pezzo di carta, necessario per un’assunzione.

   Ma non si può pretender troppo, già è tanto che queste iniziative vengono prese: per l’Istruzione e la Cultura,

a Terni.

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