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ARABA FENICE presenta «PRESTO CON FUOCO»: al piano Gaia SOKOLI suona Beethoven e Chopin

di Francesco Angellotti (AG.RF 03.12.2019)

(riverflash) – La ricerca per scoprire i nuovi talenti, ha spinto l’Associazione Culturale Araba Fenice a porre l’attenzione su una pianista che ha una carriera così brillante, per cui si evidenzia la sua giovinezza solo osservandola: un viso solare e sorridente, dall’espressione gentile, graziosa nel sostenere qualsiasi discussione.

   Gaia Sokoli ha 21 anni, di origine albanese ma nata in provincia di Como, fin da giovane (8 anni) ha iniziato la sua istruzione assistita dalla prof.ssa Claudia Boz, che l’ha fatta diplomare col massimo dei voti a 16 anni.

   Dall’alta Italia Gaia è scesa a Terni portando la sua profonda preparazione, ricca di finezze stilistiche: le ha espresse con euforia e precisione, mostrandosi come donna giovane di 21 anni che ha girato con successo tutto il Mondo, apprezzata nella tecnica che viene lanciata dal cuore.

   Gli autori interpretati sono i più grandi compositori al pianoforte, perché Beethoven (1770 – 1827) e Chopin (1810 – 1849) sono in cima alla scala.

   Ludwig iniziò l’accostamento musicale al pianoforte e compose la Sonata op.2 n°1 a 24 anni, quando non aveva già perso l’udito ma le crisi che avvertiva presto l’han reso completamente sordo. C’è chi ci passa sopra, ma è un fattore determinante per capire la sua grandezza, condotta da una travagliata personalità.

   Le 3 Sonate dell’Opera 2 furono dedicate al suo maestro, il “dottore in musica” Joseph Haydn, che fu invitato ad ascoltar “la prima” dal principe Lichnovsky, che intesse le lodi della musica perché frutto delle lezioni dell’ospite; Ludwig corresse subito l’improprio giudizio del principe, negando che lo spunto avesse radici se pur minime dalla musica composta da Haydn. Successivamente alcuni studiosi hanno supposto che gli influssi venissero da Mozart, ammirato e seguito soprattutto in età giovanile. Ascoltando Gaia, si è rilevato quel che, con Arte, il compositore ha saputo sviluppare dalla sua disperazione, trovando nella musica la fonte necessaria per impedire il suicidio; la ricerca e la presentazione dei tempi e dei ritmi, le frasi dominanti e ripetute con sofisticati particolari, punto di partenza per altre forme derivate ma autonome. Beethoven non si può descrivere, si può solo ascoltare.

   Subito dopo Gaia ha eseguito lo scherzo op.39 n°3 di Fryderick Chopin. Breve fu la sua travagliata vita, con molte avventure ma sostenuta da fedeli amicizie che lo hanno aiutato nelle sue difficili condizioni; anche a causa di una instabile salute che ha causato il suo decesso per tubercolosi. Fryederick poté inserirsi nell’evoluzione già iniziata da Beethoven, che arricchì di contenuto il tradizionale Minuetto.

   Da questo brano, è stato estrapolato il nome con cui è stata intitolata la serata: “Presto con Fuoco”; perché il motivo brillante veniva intervallato da una più lenta elaborazione che rinfocolava di suoni, pronti ad esplodere in un forte incendio emotivo, che inondava l’animo di gioia.

   Nella breve pausa Gaia ha cercato concentrazione, perché si apprestava ad interpretare una Ballata difficilissima: la n°4 op.52.

   Alfred Cortot ha descritto il brano “una sontuosità armonica, una raffinatezza di scrittura indicativa di un nuovo andamento dello stile”. Ma poi si rammaricava della breve vita del musicista, che avrebbe lasciato altre Grandi Opere. Ognuno affronta il dilemma come crede: potrei obbiettare con la tesi che ognuno vive per quanto il Fato ha programmato sia lunga la vita, durante la quale viene espresso tutto quel che è il bagaglio espressivo d’ogni personalità. È una forma di fatalismo, ma in materia non è facile la definizione.

   Comunque, la Ballata era indubbiamente molto complessa, ma d’un travolgente impressionante; attacchi veloci con improvvisi cambiamenti di tono su scale diverse e cambiamenti di ritmo; ma, quel che conta, tutto su un filo armonico dolcissimo ed armonioso; senza stacchi o interruzioni ma fluente pur veloce.

   Quando segui una musica così, l’effetto ricevuto è solo d’esaltazione.

   Conclusione con la famosa “Marcia Funebre”, Sonata in si bem.min. op.35 n°2 . È un passaggio di toni che induce ad un’evoluzione di diversi stati d’animo; e la morte non viene presentata come un pesante passaggio da cui si raccoglie solo tristezza; i momenti sono diversi, e da un inizio in toni gravi, si termina in un movimento furioso in cui la tastiera viene spazzata, come in una tempesta. Espressione filosofica.

   Con una musica che ha così elettrizzato, i presenti non potevano essere lasciati sulle braci ardenti. La musica stupenda suonata da Gaia, con un notturno tra i diversi di Chopin, ha augurato a tutti la Buona Notte con una dolcezza che ha chiuso gli occhi con languore.

   Gaia Sokoli ci ha lasciato un messaggio importantissimo, con la sua bravura tecnicamente al massimo, ed un cuore che batte sui tasti insieme alle dita. Se si vuole ascoltare una Musica Moderna, non si devono rielaborare Opere datate ma importanti, ma bisogna saperle interpretare, adesso, con l’emozione che pulsa in questa situazione. Senza limiti storici o ambientali; ma è bellissimo sentire quel che sembra comunicativo da esplicare, studiando materie ed avvenimenti, ascoltando l’intuitività che pulsa nelle vene.

   Non sono gli arredamenti occasionali che cambiano i contenuti, ma è il modo di dar spazio a quel che viene tramandato. Questo è l’impegno di Gaia, porgere al pubblico i suoi sentimenti sulle note che sa modulare in modo perfetto: portando la giovinezza dei suoi 21 anni a plasmare la strada dell’Arte.

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