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ALPHONSE MUCHA AL VITTORIANO

Le Arti: Pittura ©MuchaTrust 2016

Le Arti: Pittura ©MuchaTrust 2016

di Sabrina Sciabica (AG. RF. 25.04.2016)

(riverflash) – Per la prima volta in Italia, Arthemisia Group e la Fondazione Mucha presentano, al Complesso del Vittoriano, 200 opere tra dipinti, manifesti, gioielli e oggetti di Alfons Maria Mucha, celebre esponente dell’Art Nouveau.

Questo movimento estetico si sviluppò in Europa tra la fine dell’ Ottocento e il primo ventennio del ‘900; in Francia come Art Nouveau, in Austria come Secessione Viennese – capeggiata da Klimt, in Italia col nome di Stile Liberty. Partendo dalla pittura, esso caratterizzò anche l’architettura e le cosiddette arti “minori” quali l’arredamento e la nascente pubblicità.

Soggetto principale nelle opere di Mucha è la donna, in tutto il suo splendore, la dolcezza e l’angelica femminilità; da Sarah Bernhardt sua musa ispiratrice (attrice teatrale e cinematografica francese che chiese all’artista di disegnare i suoi manifesti), alle figure mitologiche (Medea), fino a divenire emblema delle arti (La pittura) e delle stagioni.

Il pittore, nato in Moravia, una regione dell’odierna Repubblica Ceca allora facente parte dell’Impero austro-ungarico (1860-1939), passò buona parte della vita a Parigi e riempì le sue opere di quelle atmosfere parigine caratterizzate dall’eleganza, dallo stile, dalla classe e ancora da temi come il simbolismo francese e il misticismo orientale. In quel periodo la capitale francese era in pieno boom economico e il benessere contribuì a favorire lo sviluppo delle arti, tanto che si riempì di studenti, intellettuali ed artisti.

Altra influenza chiaramente visibile nella pittura di Mucha è quella della massoneria, dalla quale riprende i simboli esoterici in numerosi disegni, patenti e medaglie. Egli ebbe un ruolo decisivo nella fondazione della prima Loggia ceca (a Praga) e fu Gran Maestro della Gran Loggia di Cecoslovacchia.

Lo stile dell’artista è fluido e sensuale, il tratto morbido, sia nelle figure femminili sia nella natura florida e splendente, continua fonte di ispirazione. Motivi floreali, ondulati viticci, gigli, viole e papaveri rendono le atmosfere più armoniose e affascinanti.

Mucha fu artista versatile: scultore, fotografo, disegnatore su vari supporti (in mostra sono esposte le  immagini pubblicitarie di profumo, cioccolata e altri prodotti). Insegnò arte e fu un intellettuale poliedrico e visionario: nel libro illustrato Le Pater  spiega la sua fiducia nel progresso del genere umano e negli ideali massonici e auspica che attraverso l’arte si possa migliorare il mondo (al Vittoriano vediamo la copertina del libro da lui illustrata).

Nell’Epopea Slava – opera monumentale che comprende dipinti di grandi dimensioni che affrontano  tematiche come la politica, la guerra, la filosofia –  metterà il suo talento a servizio del proprio paese e del popolo slavo. Egli sognava per il mondo la stessa armonia dei suoi dipinti e sperava che le minoranze etniche potessero, un giorno, convivere pacificamente.

Ma la cruda realtà nazista bloccò ogni suo progetto e la Gestapo lo arrestò come cittadino scomodo (non era ariano ed in più era massone). Poco dopo il rilascio morì a Praga dove oggi è sepolto.

Rimangono eterni, invece, i suoi pensieri positivi celati in quelle creazioni di una bellezza ineguagliabile, quasi divina; in quei colori tenui e nelle forme sinuose, che colmano di piacere gli occhi e il cuore dello spettatore.

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