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Albertino Serra ha dipinto il valore dei Borghi e dei Luoghi dell’Umbria

di Francesco Angellotti (AG.RF 23.02.2020)

(riverflash) – Una caratteristica dell’espressione e dell’indole di Terni, porta gli abitanti di questa città a cercare il massimo livello della selezione, aspirando verso l’avanguardia, che si può sviluppare con lo studio, da quando il Nuovo Genere venne alla luce negli stili che son diventati dominanti, se non di moda. Eppure mai le proposte vengono lanciate verso i canali di divulgazione, perchè le analisi effettuate rimangono chiuse nell’ambito regionale. Per cui, per quanto son ospitati nell’espressione anche Artisti di alta scuola provenienti, a volte, dall’estero, il discorso non cerca d’espandersi, ma il programma prodotto dall’ evoluzione proposta non trova ricettività al di fuori degli ambienti in cui si esprime.

   E’ una tendenza detta molto in generale, eppur presenta un discorso da sviluppare; nonostante questo,  son molto attivi  Artisti che san espandere le caratteristiche, non solo in tutt’Italia, ma anche all’Estero; pur rimanendo radicati alle tradizioni della Valnerina.

   Infatti, durante la tradizionale occasione in cui la città di Terni festeggia il Patrono dando vita a scambi popolari, economici e culturali, il pittore Albertino Serra ha offerto una mostra, presso la Camera di Commercio, rilevando il valore dei Borghi e dei Luoghi dell’Umbria ed di tutta l’Italia. Importante che il suo discorso tecnico si rifà alla corrente più moderna, in cui le caratteristiche dominano i composti che brillano d’una evidenza lucente.

   La tela rappresenta gli sfondi importanti degli scorci urbani umbri, ove il discorso viene impostato; e la cura dei particolari è quasi fotografica; il colore è quasi sempre bel rilevante e definito, con contrasti netti che delimitano la figura con precisione; anche se il velato e lo sfumato son presenti, ma in circostanze particolari. Essenziale, per dare il giusto significato, che gli sfondi siano dipinti con “supporto materico”, e quindi il fondo è liscio e morbido, proprio per dare la sensazione dell’ospitalità. Importante che non appaiono figure collegate o di passaggio, perchè il soggetto non ha alcun rapporto oltre che con la sua Essenza; e quindi il soggetto in primo piano, dalle dimensioni imponenti, viene rappresentato per la maggior parte da donne nude, o quasi. Infatti non deve esserci nessun compendio al discorso tra ambiente e protagonista; che viene rappresentato con “supporto su tela”: quindi si distingue più corposo, quasi ondulato, che nel contesto rappresentato porta avanti il suo discorso; che cambia molto, a seconda delle posizioni e degli accessori quasi eliminati; ma non sempre, ed i cambiamenti sono importanti.

   Bisogna anche notare le diverse figure delle signore rappresentate; spesso di spalle, ma anche di 3\4 o col volto verso lo spettatore.

   Praticamente è un discorso a 2; il quadro lo inizia con il compositore, ed una volta terminato con chi lo osserva.

   E’ un’aspetto particolare del surrealismo; perchè non lo sono le immagini, dettagliate fino al particolare; ma l’espressione del contenuto, che elude la pratica e la materia, ma sviluppa il concetto nel confronto tra se stessi e l’ambiente che ci racchiude.

   Significativa, anche se un po’ diversa, l’immagine di  Amedeo Modigliani, di cui l’artista fu incaricato, in occasione del suo anniversario, di presentare diverse immagini del pittore: nato a Livorno il 12 luglio del 1884 e seppellito a Saint ‘Etienne il 24 gennaio 1920. Aveva una moglie che lo adorava ed un figlio che non ha seguito la sua scia; e direi anche meno male, perchè Amedeo morì per over dose da eroina. Non so se nonostante o per questo motivo, ma fu un Artista che rinnovò la tecnica della pittura, con una sensibilità grandiosa, trovando nel collo alzato e allungato l’elevazione spirituale, che si osserva nell’espressione mistica delle sue modelle; per cui le immagini assumevano un significato esaltato esprimendo, oltrepassando la Parvenza, immedesimandosi nello Spirito.

   Albertino lo ha rappresentato in un periodo transitorio; da Livorno ove nacque, andò ad abitare nei sobborghi di Parigi, ove conobbe la signora di famiglia altolocata che sposò; ma prima ebbe residenza per 2 anni a Venezia: città magica per l’Arte.

   Il quadro presente alla Camera di Commercio a Terni, che propone una figura che certo non era arrivata al limite per stupefacenti, lo rappresenta ancora composto e ben vestito, con sguardo aperto ma molto riflessivo.

   Un’altro bellissimo quadro caratteristico rappresenta San Francesco, che vide la luce nel 1182 ad Assisi, ove mantiene il suo Spirito nella Basilica a Lui dedicata, ove fu trasportato dopo il suo passaggio avvenuto nel 1226. San Francesco è il missionario della Natura, ed siamo in un momento che viene esaltato, anche se non seguito nella sua Fede che pochi conoscono; perchè non viene considerata quella che è stata la sua spinta verso l’Essenzialità delle esigenze, tornando spiritualmente a seguire l’Ordinamento della Natura. Adesso lo si innalza come Santo alla moda, anche trascurando quel che racchiude il suo messaggio, che si potrebbe assorbire in quel che ha composto quando ormai era troppo malato per potersi muovere, il “Cantico delle Creature”. Ma Antonino Spina ha voluto presentarlo con vicino, accucciato, il lupo con quale era amico; e che fu sepolto a Gubbio (il lupo) quando morì.  L’immagine, dolcissima nella sua spiritualità, rappresenta il bagaglio che San Francesco ha irradiato nel Mondo, che rimane ancora una Meta non raggiunta perchè non sappiamo parlare con i lupi.

   Avendo scrutato tutta la Mostra, ed avendo colloquiato con l’autore che ha 2 anni e 1\2 più di me (non vi dico quanti ne ho io) credo si possa capire che l’Arte stia abbracciando una particolare tendenza, che non si priva del “figurativo”, almeno nel genere tradizionale, ma presenta delle caratteristiche accurate nelle forme, nel colore e nel soggetto rappresentato.

   E’ uno Stile molto importante, che bisogna saper seguire per capire come interpretare il discorso artistico, che è sempre stato anticipatore dello Sviluppo Sociale. Allora, studiamo dove siamo indirizzati per prepararci per l’avvenire, anche perchè la Bellezza ed il Progresso non dobbiamo mai lasciarlo indietro, per farci travolgere dalla loro strumentalizzazione: come qualche volta è successo.

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