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LE POESIE DI MASSIMO PEDRONI: UN PICCOLO OMAGGIO NATALIZIO PER TUTTI I NOSTRI LETTORI

StampaAG.RF.(Maura Peripoli).19.12.2016

“riverflash”  – Passeggiando in centro per lo shopping natalizio, si fanno dei piacevoli incontri…. e da lontano chi vedo? Massimo Pedroni! Ricordate la rubrica riversi, dove venivano pubblicate settimanalmente le poesie di “autorevoli” compositori romani… e tra questi, c’ era anche Massimo Pedroni, che ci ha fatto “godere” della lettura di meravigliose e profonde poesie… E così, l’ho  avvicinato e gli ho chiesto se per caso, volesse fare un piccolo omaggio natalizio a tutti i lettori di Riverflash, proponendoci altre poesie da leggere…. ed egli, cortese come sempre, ci ha accontentato e ci ha inviato 5 poesie dalla raccolta “Viola”, che pubblichiamo molto volentieri, sperando di farvi cosa gradita, eccole:

VIOLA

Al chiosco dei benpensanti pasciuti di certezze

Si sgargarozzavano di ovvietà in ovvietà

Immersi in quel banco di nebbia d’assenzio d’ordinanza.

Privi di consapevolezza si stordivano di banalità

Ma tutto era corretto il caffè il centrifugato

Di carote e finocchi persino i gelati all’amatriciana lo erano.

Qualcuno dei presenti argomentava in punto di diritto

Altre convenientemente azzimate in punta di forchetta.

Nel negozio di Baldo il macellaio appiccati dalle punte dei ganci

Pende tutto il resto. Così. Quotidianamente senza gloria.

15/12/16

(casa)

VIOLA

Qualcosa restava sempre nel piatto della giornata.

Un sospiro uno scandaglio un sollievo

Baro da caserma e cleptomane di albe

Rafforzava i tralicci di maleodorante bitume

Che sorreggevano le capriate del cumulo celeste.

Anche con una sola parola. Con un solo verso.

Vetrificato a fuoco nella nostra poltiglia.

10/12/16

(casa)

VIOLA

I gatti posseduti da misteriosi impeti si rincorrevano

Nella casa azzoppata dalla notte.

Nel dormiveglia crepitavano i fallimenti.

Momenti squarcianti. Di rimessa.

Un rigo di luce tenue compare dall’accampamento  devastato.

Si ricomincia a girare la macina di pietra.

Felpati i gatti si fanno gli agguati.

Il gioco delle prede è sempre in gioco.

07/12/16

(casa)

VIOLA

Da Larghi sorrisi. Gioie buie sul domani.

Eravamo all’epoca stati accolti. Tutti.

Qualcuno somigliava più al papà.

Sentenziavano lungimiranti rammendatrici.

Gente dal filo a cappio. Duro serrato. Resistente quanto basta.

Per la strada come ai vecchi tempi…..

Monnezzari chiedono mance di Natale

Tra una pappa e l‘altra strillano gli arrotini.

Una dote di lame ben affilate è già pronta sotto la tagliola.

08/12/16

(casa)

VIOLA

Siamo fatti di tempo. Sabbia e farina

Che trasecola di setaccio in setaccio.

Passioni dolori speranze tutto viene filtrato.

Accettato. Scarnificato fino all’osso.

Attraversando ostiche spigolosità.

E l’interrogativo dalla forma di piramide che ci sovrasta

È un ombra vischiosa viva senza sole ne luce.

Patina senza requie. Non ci lascia mai.

Ha il fiato grosso. Dal sapore di una fresca trebbiatura.

Siamo stati capaci di cogliere qualcosa

Da quel campo battuto dai perché’?

Delle mele sicuramente. Dicevamo tutti così

Alla stazione del dopolavoro. E tutto era in orario.

2/12/16

(casa)

 

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