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“THE ART OF THE BRICK”: PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA I LEGO DI NATHAN SAWAYA

12183822_1115208701831707_2695586874859948562_oDi Maria Michela D’Alessandro (AG.RF. 01.11.2015) (river flash) – Prendete un ex avvocato newyorkese, Nathan Sawaya, e dategli in mano una scatola di Lego, i mattoncini colorati conosciuti in tutto il mondo da bambini e non, e avrete come risultato una forma d’arte contemporanea unica ed originale. “The Art of the Brick” è il nome della mostra visitabile fino al 14 febbraio 2016 al SET – Spazio Eventi Tirso di Roma. Da oltre dieci anni l’artista statunitense realizza con i Lego famosi quadri, dalla Gioconda alla Notte Stellata di Van Gogh, ritratti, sculture di medie e grandi dimensioni come il Partenone o il dinosauro T-Rex lungo sette metri, tutti visibili per la prima volta in Italia proprio al SET.

Nello spazio espositivo nel quartiere Pinciano – Salario di Roma in mostra oltre ottanta lavori di Sawaya che prima di arrivare nella capitale d’Italia hanno fatto il giro del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, fino a Taiwan, Singapore, Cina tanto da essere stata definita dalla CNN come una delle dieci mostre da non perdere al mondo. Un mezzo espressivo diverso dalle opere fruibili nella maggior parte dei musei, unico e sorprendente. I fari che illuminano le opere lasciano il visitatore spostarsi da una stanza all’altra permettendogli di essere guidati dalle opere stesse. 

“L’esibizione museale è accessibile perchè coinvolge il bambino che è in noi mentre simultaneamente illumina concetti sofisticati e complessi. Ognuno di noi può relazionarsi con il messaggio da quando (il Lego) era un giocattolo che molti bambini hanno a casa. Ma il mio fine con questa esibizione da quando è debuttata nel 2007 era elevare questo semplice gioco in un posto dove non era mai stato prima”, si legge nel sito di Nathan Sawaya, che il curatore Fabio Di Gioia ha voluto fortemente nella capitale.

“La sala dei ritratti”, “blue”, “i maestri del passato”, “lo studio dell’artista”, “espressione umana”, “condizione umana”, “Partenone” e “dinosauri”: le sezioni della mostra vanno avanti come l’impeto della mostra proiettato su un muro: “Per fortuna l’arte non ha regole”.

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